Roma, al Manara occupato corsi e incontri con associazioni

Roma, al Manara occupato corsi e incontri con associazioni

Domani mattina ragazzi lasceranno l'istituto
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ROMA – Si inizia con la rassegna stampa, poi l’incontro con un’ex deputata per parlare di femminismo, e alle 14 pranzo sociale con i ragazzi dell’associazione Baobab Experience. Alle 18, invece, spazio al dibattito sul cambiamento climatico con un referente di Extinction Rebellion, il movimento socio-politico fondato nel Regno Unito e molto diffuso tra i giovani. È questo il programma di oggi per i ragazzi che hanno preso parte all’occupazione del liceo Manara di Roma, che dalla notte di martedì resta sotto la ‘gestione’ degli studenti. Ieri, nel pomeriggio, un lungo Consiglio di istituto aveva chiesto il ripristino delle attività e il regolare svolgimento delle lezioni, ma i ragazzi non hanno lasciato la scuola.

“Siamo voluti rimanere anche a costo di rischiare lo sgombero, perché crediamo nella protesta che stiamo portando avanti- racconta all’agenzia di stampa Dire Filippo Gattini, rappresentante di istituto– Questa mattina abbiamo parlato con un rappresentante del commissariato e gli abbiamo comunicato che rimarremo qui fino a domani mattina, non perché intimiditi dal rischio sgombero ma per permettere che si svolga l’open day di domenica ed evitare il rischio di accorpamento della scuola”.

L’istituto, infatti, conta circa 700 studenti, e se questo numero dovesse diminuire c’è la possibilità che venga accorpato. Un pericolo che i ragazzi non vogliono correre. All’interno gli studenti sarebbero circa 200, divisi tra chi fa servizio d’ordine, chi riposa perché è stato di guardia la notte e chi partecipa e organizza i corsi.

“Da lunedì continueremo a portare avanti le nostre idee con assemblee, manifestazioni e scioperi bianchi- continua FilippoLe ripercussioni scolastiche? Se dei giovani credono in un ideale, poco conta un 6 in condotta”.

Questa mattina fuori dai cancelli l’aria è serena. Non come ieri sera, quando un gruppo di ragazzi esterni aveva tentato di entrare nell’istituto. Ma i professori restano perplessi, e continuano a sorvegliare la scuola e a fare visita ai loro studenti. “Siamo preoccupati per loro- ammettono- Conosciamo i nostri ragazzi e sappiamo che sono sani, ma ci sono modi e modi di protestare, e forse avrebbero dovuto già lasciare la scuola”.

Qualche curioso si affaccia tra le grate del cancello e cerca di capire cosa succede. “Di che partito siete?”, chiede una passante. “Nessuno, siamo apolitici e lottiamo contro il sistema capitalista”, risponde Filippo.

 

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