Piango perché non ho un qualcosa nella vita che mi faccia essere felice…

Ciao,
spesso mi capita di ritrovarmi a piangere, alcune volte con motivi e altre volte senza.
Mi sento come se cadessi in una vera e propria depressione, ma nonostante questo a scuola riesco a distrarmi. Diciamo che la musica non mi aiuta tanto in questo periodo. Dicono che sia utile quando siamo per esempio tristi e quindi ascoltiamo canzoni tristi ed è vero, ma in questo caso è l’opposto, mi vengono in mente delle canzoni tristi che ascoltavo ogni tanto e automaticamente mi prende la depressione. Quel che mi preoccupa è che mi ritrovo ogni tanto a piangere e a pensare a cose brutte, anche se so che non riuscirei ad arrivarci(come il farmi del male, ma credo che non riesco a farlo. Più che altro mi mordo l’interno della bocca) , perché cerco di sfogare tutto nel pianto fino allo sfinimento. Non so quale sia il motivo per questo mio pianto che scoppia ogni tanto, di solito il motivo lo aggiungo dopo:piango, mi chiedo quale sia il motivo, trovo una delle mie situazioni che non mi piacciono, così da essere sicura di quello, avere un motivo per cui piangere e così mi sfogo meglio.
Mi dà fastidio questo sbalzo di umore, dalla depressione più profonda con pensieri assurdi, musica triste al vedere film con i quali mi distraggo. Vorrei fare un pò un quadro della mia vita, così potete avere più informazioni. I miei sono separati e mia madre mi ha raccontato delle cose che facevo da piccola,come il comportarmi con le persone come volevano loro così da piacere ed andarci d’accordo, mia nonna è morta l’anno scorso a giugno ed è stato un trauma emotivo e spesso mi chiedo cosa succederebbe alla mia situazione emotiva se morisse mio nonno. In più sono caduta in depressione per circa 3 anni alle medie, perché non parlavo con nessuno e non avevo un motivo per essere felice o per dire “questo è quel che voglio io”. Per fortuna non era una depressione grande, piangevo solo molto e non mi confrontavo con nessuno, anche se mia madre sapeva di questo, però a quanto pare, da quel che ricordo, non siamo mai riuscite a parlarne. Adesso è diverso, ma quasi mi ritrovo nella stessa situazione. Piango perché non ho un qualcosa nella mia vita che mi faccia dire di essere felice, spesso penso che il liceo linguistico che ho scelto sia sbagliato, non riesco più a farmi piacere le lingue come una volta, ma cerco comunque di fare quella interessata. Non esco quasi mai, ho alcune fobie, come quella dell’aereo (che dovrò prendere presto) e quella dell’ascensore, perché mi arriva un mal di testa terribile ogni volta, sia in aereo che in ascensore. In ascensore mi accelera sempre il battito ma cerco di mantenere la calma, è come se mi sentissi che sto per entrare in un posto chiuso senza vie d’uscita, quasi come se fosse claustrofobia, forse data dal mio stare sempre in casa, ma non ho praticamente nessuno con cui uscire.
Sarà anche l’adolescenza che mi fa fare tutto questo, ma non sopporto gli sbalzi d’umore e soprattutto il mio piangere con motivo, forse inconscio, che non conosco o senza motivo e, così facendo, mi sento terribilmente “bipolare”.
Vorrei per favore dei consigli,
grazie mille.

Anonima, 15 anni



Cara Anonima,
grazie della fiducia che riponi nel nostro servizio e che ti ha spinto probabilmente a condividere frammenti importanti della tua vita.
Hai ragione non deve essere per nulla facile confrontarsi con queste continue oscillazioni tra up e down, anche se ci sembra di capire ultimamente sia maggiori i momenti di ritiro sociale ed emotivo.
Hai dovuto affrontare diversi eventi che minano non solo la serenità ma anche la costruzione della tua identità. Sono delle vere e proprie battute di arresto che portano a sentirsi soli, dispersi senza radici e spesso probabilmente ci si sente anche sbagliati e non all’altezza. “Se solo io fossi stato un pò più…questo non sarebbe successo”…
Ma non ci sono colpe specifiche. Il tuo continuo piangere è segno di un disagio importante che avrà motivazioni profonde anche se spesso sembrano essere ancora a questioni più superficiali. 
Le discontinuità scolastiche sono fortemente condizionate da questo disinvestimento emotivo. E’ come se avessi spesso l’interruttore dentro di te, silenziando la motivazione, i progetti, la determinazione, la curiosità.
Ci vuole tempo per elaborare un lutto, ricerchiamo un senso disperatamente per alleviare il dolore della perdita, della mancanza, probabilmente perchè il significato ci aiuta ad andare avanti, a definirci a non perdersi completamente nel dolore.
Ma forse quello che più di cerca in questi momenti è se stessi.

Come spesso ti abbiamo suggerito, hai mai pensato di confrontarti con uno Psicologo? Avere uno spazio completamente neutro dove poter tirar fuori i tuoi vissuti, come hai fatto qui, è importantissimo perchè ti aiuta a creare connessioni e a dare quel senso che spesso cerchi.
Puoi anche vedere se a scuola c’è uno sportello di ascolto psicologico, magari è un primo passo. Sei una ragazza molto sensibile e chiedere aiuto non è un segno di debolezza ma anzi è proprio indice di una grande forza. 
Coraggio!
Un saluto!

13 Novembre 2019