Non solo squali: cos'è il trigone e perché può essere mortale

Non solo squali: cos’è il trigone e perché può essere mortale

Questa razza, comune nel Mediterraneo, ha causato la morte del popolare documentarista Steve Irwin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Ha solo 12 anni il ragazzo genovese punto da un trigone mentre era in vacanza con la famiglia in Costa Rica.
Paralizzato dal tronco in giù, è stato ricoverato all’ospedale pediatrico della capitale San José lo scorso 20 ottobre. Il ragazzo può viaggiare solo in posizione orizzontale per tornare in Italia, dove lo attende una lunga fisioterapia per recuperare la mobilità.

Ma cosa è un trigone? E perché è pericoloso?

Se pensiamo ai pericoli del mare, la prima immagine che ci viene in mente è lo squalo.
In realtà esistono altre creature pericolose, a volte più degli squali stessi.
Tra queste c’è proprio il trigone.

Il trigone, conosciuto anche come pastinaca, è un pesce cartilagineo appartenente all’ordine delle razze.
Come tale, si caratterizza da una forma piatta e romboidale e da una coda. Quest’ultima è la causa della sua pericolosità: è dotata di un aculeo vinifero e seghettato che contiene alcuni enzimi che distruggono le cellule.
Se inferte vicino agli organi vitali, le ferite possono causare gravi danni e, in alcuni casi, anche la morte.

Il caso più famoso fu quello di Steve Irwin, noto anche come “Crocodile Hunter”, biologo australiano che, durante la realizzazione di un documentario nel 2006, fu punto al petto da un trigone nascosto sotto la sabbia.
Nulla valsero i repentini soccorsi: Irwin fu dichiarato morto mentre sull’elicottero che lo stava portando in ospedale.

I trigoni abitano nell’Oceano Atlantico occidentale fino al Mar Baltico e lungo le coste sudafricane. E’ comune anche nelle acque del Mar Mediterraneo.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it