Torna 'Peers Say No' per dire basta alla pirateria informatica

Torna ‘Peers Say No’ per dire basta alla pirateria informatica

Da lunedì a Napoli il progetto Adiconsum e Agenzia Dire
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Per scoprire l’importanza della proprietà intellettuale non è mai troppo presto: i piccoli ambasciatori di legalità tornano con ‘Peers 2 peers Say No’, il progetto di Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) e Agenzia Dire dedicato ai giovanissimi.

Attraverso un un ciclo di lezioni organizzate presso scuole primarie e secondarie, l’iniziativa mira infatti ad informare e rendere consapevoli ragazzi tra gli otto e i dodici anni sull’importanza che la proprietà intellettuale ha per la sicurezza nella vita quotidiana, per la ricerca, per il progresso tecnologico e per la produzione culturale.

Cofinanziato da Euipo, l’ufficio dell’Unione Europea che si occupa di proprietà intellettuale, ‘Peers 2 peers Say No’ è la prosecuzione dell’iniziativa dello scorso anno, e prenderà il via il prossimo 18 novembre nell’istituto comprensivo di Grumo Nevano (Na), per poi fare tappa nelle prossime settimane a Roma e Milano.

Lezioni educative, incontri, laboratori e formazione di base saranno le attività del progetto, che prevede anche strumenti di approfondimento per gli insegnanti, attraverso suggerimenti per l’inserimento dell’educazione alla tutela della proprietà intellettuale nella didattica curricolare.

In una società in cui i numeri del mercato della pirateria e della contraffazione sono in continua crescita, educare alla legalità è un’azione necessaria fin da piccoli. La produzione illegale, infatti, erode profitti e ricavi alle imprese, provocando danni notevoli come nel caso dell’industria culturale, del design e dell’intrattenimento.

Secondo un’indagine Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) e Ipsos del luglio 2019, la sola pirateria audiovisiva nel 2018 ha sottratto quasi 1,1 miliardi di euro all’economia italiana e oltre 600 milioni di euro di fatturato all’industria audiovisiva.

La merce contraffatta, inoltre, è prodotta nell’illegalità: evasione fiscale, lavoro nero e lavoro minorile, uso di materie prime vietate o frutto di ricettazione, contrabbando, riciclaggio, danno ambientale, violazione delle leggi sulla salute e sicurezza dei consumatori e frode commerciale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it