Roma, a lezione di mare e ambiente con Ami e Agenzia Dire

Roma, a lezione di mare e ambiente con Ami e Agenzia Dire

Questa mattina l'incontro al Giordano Bruno
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ROMA – Nelle acque di Bali, un sub nuota facendosi largo tra i residui di plastica. Poi la scena si sposta nei Caraibi, in Indonesia, in India, in Italia. Cambia il paesaggio ma non il soggetto principale: la plastica. Nell’aula magna dell’istituto ‘Giordano Bruno’ di Roma i ragazzi osservano il video in silenzio, increduli. Non sono le immagini di un futuro distopico ma è già il presente, quello che loro, i ragazzi di oggi, sono chiamati ad affrontare con consapevolezza.

Alessandro Botti, presidente dell’associazione Ambiente Mare Italia (Ami), questa mattina si è rivolto a loro senza usare mezzi termini:

“Abbiamo il dovere di agire subito, la situazione è già drammatica ma siamo ancora in tempo per cambiare le cose- ha esortato i ragazzi– La nostra generazione ha sfruttato tutte le risorse a disposizione, ma adesso tutto dipenderà da voi. È il momento di intervenire e cambiare le nostre abitudini”.

L’incontro, organizzato da Ami e agenzia di stampa Dire nell’ambito del progetto di educazione ambientale, è il secondo appuntamento di una serie di lezioni itineranti nelle scuole romane nate per sensibilizzare le giovani generazioni sui problemi del cambiamento climatico, della tutela dei mari e dell’inquinamento.

La lezione è partita dall’intervento di Marco Boschi, ricercatore di inquinamento biologico dell’università della Tuscia, che ha spiegato ai ragazzi l’importanza del mare per il nostro Pianeta. Un ruolo che l’azione umana sta mettendo a rischio attraverso le sue attività di produzione e consumo. Già oggi, il 90% dei grandi pesci che popolano il mare è scomparso. Davanti ai numeri del disastro i ragazzi prendono appunti e scattano foto. La diminuzione della biodiversità, la sovrappopolazione e l’abuso di plastica sono temi che li riguarderanno sempre più da vicino.

“Non è il Paese ad essere in pericolo, ma noi umani- ha aggiunto Alessandro Botti– migrazioni di massa comporteranno conflitti bellici e diminuiranno le risorse a nostra disposizione. Il cambiamento è già in atto, ma dobbiamo trovare insieme stili di vita che ci permettano di viverelo”.

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