Giovani: 7 su 10 hanno subito aggressioni e offese on line

Giovani: 7 su 10 hanno subito aggressioni e offese on line

Presentata la ricerca 'L'illusione del controllo' su 800 studenti romani
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ROMA – Il 71% dei ragazzi ha subito aggressioni e offese su internet, mente il 33,5% ammette di aver assunto comportamenti offensivi online. È quello che emerge dalla ricerca ‘L’illusione del controllo’, realizzata dalle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) di Roma in collaborazione con l’Iref (Istituto di ricerche educative e formative) su un campione di 800 studenti romani tra i 13 e i 18 anni. Un problema, quello dei rischi connessi alle interazioni online, che esige nuove proposte e nuovi linguaggi. Se ne è parlato questa mattina all’istituto Roberto Rossellini di Roma, dove la ricerca è stata presentata nel corso dell’evento ‘Dalla rete prendi solo il meglio’.

“I giovani oggi fanno una vita di cui noi adulti non sappiamo nulla- ha commentato Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterpaueta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO)- Noi adulti siamo obsoleti perché non riusciamo a starvi accanto, arriviamo sempre tardi- ha aggiunto rivolgendosi alla platea di studenti– Ma quando riusciamo ad essere tra di voi, ad esempio con l’informazione sessuale nelle scuole, che portiamo avanti tramite i nostri sportelli di ascolto, gli effetti si vedono. Forse dovremmo puntare più su di voi, informarvi e darvi la possibilità di esprimervi”.

La sfera sessuale è infatti tra gli aspetti più problematici dei comportamenti online. 2 ragazzi su 3 hanno ricevuto o inviato messaggi a sfondo sessuale, e il 33% ha cercato materiale pornografico. Fenomeni come il sexting sono ormai all’ordine del giorno, e ad esserne vittima sono soprattutto le ragazze. Come Amanda Todd, la quindicenne canadese che si è uccisa la mattina del 10 ottobre 2012 perchè un suo scatto in topless aveva fatto il giro del web.

“Sono tanti i motivi per cui spesso vi sentite disorientati nella vita offline e, per questo, vi rifugiate in quella online- ha aggiunto Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma– Ma per noi voi non siete dei numeri, e per capirvi abbiamo deciso di ascoltarvi. La rete è anche il luogo in cui vengono raccolte le vostre sofferenze, e noi abbiamo il dovere di aiutarvi, senza introdurre divieti ma rendendovi più accorti e responsabili”.

Ormai, infatti, il 95,8% dei giovani entra in contatto con il web ogni giorno, il 96,4% per chattare, l’89,2% per guardare video e l’86% per andare sui social. Gli adolescenti, quindi, utilizzano il web principalmente per comunicare con i loro amici o per svago. Tra i social, Instagram ha preso il posto di Facebook: il 95,8% degli intervistati ha un account sul primo, mentre solo il 53% sul secondo.

“I social non devono essere demonizzati ma usati con consapevolezza- ha commentato Iside Castagnola, membro del comitato Media e Minori del Mise– Lo smartphone non è in sé una cosa negativa: dipende tutto dall’utilizzo che ne fate. In base a quello potete decidere se diventarne schiavi o protagonisti”. All’incontro hanno partecipato anche Mario Rusconi, presidente di Anp (Associazione nazionale presidi) Lazio, e Roberto Giuli, vice commissario della Polizia di Stato e funzionario della Polizia Postale, che ha detto: “Quello che facciamo online ci rappresenta. Noi siamo ormai quello che postiamo e scriviamo, e quindi è bene farlo con consapevolezza”.

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