'ColtivaCorti a scuola', riscoprire la terra attraverso il cinema

‘ColtivaCorti a scuola’, riscoprire la terra attraverso il cinema

Premiati vincitori contest di Alveare Cinema e Compagnia dei Genitori Instabili
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ROMA – Tornare alla terra, sporcarsi le mani e piantare nuovi semi, per ridare i colori a un mondo in bianco e nero. Lo hanno fatto i bambini e le bambine che hanno partecipato al progetto ‘ColtivaCorti a scuola’, un contest organizzato da Alveare Cinema e dalla Compagnia dei Genitori Instabili per raccontare la campagna e la cura dell’ambiente con la magia del cinema. A vincere la prima edizione del contest, realizzato con il sostegno del Miur e del Mibact all’interno del Piano Nazionale di Cinema per la scuola, sono stati l’Istituto comprensivo di Tuscania (Viterbo) con ‘Sporchiamoci le mani’, la scuola Lorenzo Milani di Caivano (Napoli) con ‘La magia delle piante’, l’istituto Minervio di Bologna con ‘Scienza e Con Non Scienza’ e l’istituto di Viadana (Mantova) con ‘Un po’ di zucchero con la zucca’.

Ospite della premiazione finale, a Casalmaggiore (Cremona), Pietro Parisi, cuoco contadino e simbolo della rinascita della Terra dei fuochi. Un ragazzo che ama ‘le cose di una volta’ parte alla scoperta delle tradizioni del suo paese: dal vino alla zucca. Il confronto tra detti popolari e verità scientifiche. Un time-lapse per seguire l’evoluzione di alcune piantine dalla semina alla crescita. Queste le trame dei cortometraggi vincitori del contest per la sezione giovani, mentre per la categoria adulti, il premio miglior documentario 2019 è andato ex aequo a ‘I carbonari’ e ‘TerraCotta’, entrambi di Saverio Caracciolo. ‘Caco in campo’ di Michele Barcaro ha vinto invece nella sezione ‘miglior cortometraggio’. Il contest, infatti, si è inserito nel corso del Festival del cinema rurale e contadino ‘ColtivaCorti diretti’, giunto al suo terzo anno, organizzato dai Genitori Instabili e dall’associazione il Torrazzo di Commessaggio.

“ColtivaCorti a scuola- ha dichiarato Valeria Doddi di Alveare Cinema– rappresenta un contributo concreto per stimolare e preparare i giovani a raccontare, e per certi versi riscoprire, attraverso il linguaggio delle immagini, il valore del proprio territorio, delle tradizioni, delle peculiarità di una campagna sempre più investita dall’inquinamento e dalle colture intensive”.

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