"Sono a rischio sclerosi multipla". Fedez si confessa con Peter Gomez

“Sono a rischio sclerosi multipla”. Fedez si confessa con Peter Gomez

Il rapper racconta la sua storia nel programma La Confessione, in onda questa sera alle 21:25
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ROMA –  “Sono a rischio sclerosi multipla”. Poche parole, concise, diventate in breve tempo notizia. Ad averle pronunciate è Fedez, rapper e marito di Chiara Ferragni, nell’intervista che andrà in onda questa sera sul Nove alle 21, 25 nel programma condotto da Peter Gomez ‘Le Confessioni’.

“È successo un evento importante, difficile, che mi ha fatto capire delle priorità” ha raccontato l’ex giudice di X-Factor. “Durante una risonanza magnetica, mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Sono dovuto stare sotto controllo perché clinicamente si dice che quello che mi hanno riscontrato è una ‘sindrome radiologicamente verificata’. Ti trovano questa cosa e ti dicono che devi stare sotto controllo perchè questa cosa può essere, come no, che si può tramutare in sclerosi. Questo è stato il motivo per me di iniziare un percorso per migliorare e soprattutto per scegliere le mie battaglie”.

Nel giro di poche ore la confessione di Fedez si è diffusa tanto che il rapper ha pubblicato alcune storie su Instagram per fare chiarezza e tranquillizzare i fan: “Sentivo il bisogno di tirare fuori un po’ di cose accadute nell’ultimo anno per chiudere un cerchio e guardare avanti”, ha scritto. “Ho visto che sono già usciti tanti articoli alcuni con dei titoli molto allarmanti. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sto bene. Vi chiedo di guardare l’intervista completa. Quello che dico non si riesce a riassumere in un titolo. Ribadisco che sto bene”.

Il commento dell’AISM sulle confessioni di Fedez

Sulla vicenda è intervenuta anche l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per fare maggiore chiarezza: “A seguito alle notizie diffuse dai media nazionali sul noto rapper Fedez , moltissime persone hanno cercato sul nostro sito informazioni sulla sclerosi multipla, su cosa sono le forme di patologia RIS e CIS, e in che rapporto sono con la sclerosi multipla”.

Per arrivare a una diagnosi di sclerosi multipla bisogna riscontrare una serie di sintomi neurologici in rapporto ai quali vanno effettuati diversi accertamenti e analisi, che possono confermare o meno l’ipotesi. “Al momento non è disponibile un singolo test in grado di confermare in maniera certa e indiscutibile la diagnosi di sclerosi multipla: sono l’insieme dei risultati e un’osservazione clinica prolungata a permettere di confermare o escludere la presenza della SM”.

“Ci sono diverse forme di malattia. Soprattutto all’inizio possono esistere delle forme chiamate RIS, ‘sindrome radiologicamente isolata’, dove c’è una lesione radiologica vista alla risonanza magnetica, che non dà nessuna conseguenza dal punto di vista clinico e potrebbe non diventare mai sclerosi multipla- dice Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM -. Oppure possono esserci delle forme ‘clinicamente isolate’, le cosiddette CIS, dove magari c’è un sintomo clinico, ma che non necessariamente evolve in sclerosi multipla conclamata. In tutte le forme è necessario affrontare correttamente la diagnosi con un neurologo e poi, se serve, decidere insieme di intraprendere una terapia per non permettere l’evoluzione della malattia”.

“La sclerosi multipla – afferma Mario A Battaglia, Presidente FISM – è una grave malattia, ma è anche la malattia per la quale la scienza ha compiuto veri passi da gigante in questi ultimi 20 vent’anni. È una malattia che oggi non deve fare più paura perché la si può affrontare grazie alla rete di assistenza, alla rete sociale, ai farmaci. Oggi la rete dei Centri clinici e l’associazione delle persone con SM, l’AISM, danno a tutti la possibilità di vivere la propria vita oltre la sclerosi multipla”.

Insomma oggi è possibile affrontare positivamente la realtà della sclerosi multipla. “Soprattutto – conclude Battaglia – è possibile vivere la propria vita oltre la sclerosi multipla per i giovani che oggi ricevono questo tipo di diagnosi, perché sicuramente non raggiungeranno probabilmente mai i livelli seri di disabilità che vent’anni fa colpivano chi aveva la sclerosi multipla”.

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