Roma, al Mamiani mattinata dedicata all'ambiente e alla tutela del mare

Roma, al Mamiani mattinata dedicata all’ambiente e alla tutela del mare

Promosso da Diregiovani in collaborazione con Ami
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ROMA- Nell’aula magna del liceo statale ‘Terenzio Mamiani’ nessun brusio, si sente solo la voce di Marco Boschi, biologo marino, che spiega ai ragazzi l’importanza del mare per il nostro Pianeta. L’incontro – organizzato da diregiovani.it in collaborazione con Ami (Ambiente mare Italia) nell’ambito del progetto di educazione ambientale – fa parte di una serie di lezioni itineranti nelle scuole romane nate per sensibilizzare le giovani generazioni sui problemi del cambiamento climatico, della tutela dei mari e dell’inquinamento.

“Gli studenti sono sempre più consapevoli anche se in molti casi, soprattutto nei primi anni del liceo, ho notato che rimangono piuttosto sorpresi da alcune informazioni- ha dichiarato Boschi– Un esempio? Lo sbiancamento della barriera corallina derivante dal surriscaldamento delle acque”.

I ragazzi prendono appunti mentre gli occhi sono incollati allo schermo su cui passano le immagini di mari, oceani, spiagge e fiumi soffocati dalla plastica. Eppure il mare è una fonte inesorabile di ricchezza, solo per fare un esempio il 50% dell’ossigeno che respiriamo viene prodotto dal mare, il 70-75% delle medicine anticancro e antivirali deriva dall’ambiente marino, eppure non solo lo inquiniamo, già oggi, il 90% dei grandi pesci che popolano il mare è scomparso, ma non lo conosciamo a fondo. ‘Se lo conosci lo ami, se lo ami lo proteggi’ è il claim dell’Ami eppure conosciamo molto meglio alcuni pianeti rispetto al fondo del mare, la riprova è che ogni giorno scopriamo cinque nuove specie che lo abitano.

“Ami sta andando da mesi in giro per le scuole italiane a raccontare il problema dell’inquinamento marino trovando giovani sempre più ricettivi e consapevoli, o che vogliono sapere di più, sulle materia ambientali- ha dichiarato Alessandro Botti, presidente di Ami– Perché hanno la sensazione chiara dell ‘emergenza globale e vogliono rispondere non solo emotivamente, ma anche razionalmente e consapevolmente”.

Dopo l’intervento di Boschi è stato il turno di Botti che ha ricordato come l’ecosistema del nostro Pianeta è a rischio, secondo alcuni ricercatori anche se ci muovessimo da subito – condizione che non sta avvenendo – potremmo solo contenere i danni.

“Siamo entrati nella fase post antropocene – ha spiegato il presidente dell’Ami– dell’estinzione umana, e già oggi iniziamo a pagarne le conseguenze. Basti pensare che in India milioni di persone stanno lasciando Nuova Delhi a causa dell’aria irrespirabile, o al grande esodo dalla parte settentrionale di Giakarta, capitale dell’Indonesia, che, secondo alcune stime, entro il 2050 finirà sommersa. Non sono visioni provenienti da un futuro distopico, ma è già il presente, quello che gli studenti in platea sono chiamati ad affrontare con consapevolezza”.

“Ma cosa si può fare” hanno chiesto i ragazzi, la risposta è chiara: modificare i consumi. “I consumi sono la chiave del problema- ha concluso Botti– la sensibilizzazione e l’informazione devono essere orientate anche in questo senso. Perché i comportamenti individuali orientano anche i comportamenti collettivi e le scelte delle aziende”.

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