Il fascino di Machu Picchu, la "Città Perduta degli Inca"

Il fascino di Machu Picchu, la “Città Perduta degli Inca”

Il sito è incluso tra le 7 meraviglie del mondo moderno
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Cullato dalle Ande, tra una folta vegetazione e ripide scarpate, si trova uno dei più misteriosi e affascinanti siti archeologici del mondo. Le rovine della cittadella Inca di Machu Picchu sono tappa obbligatoria per chi viaggia in Perù, e a ben ragione. Questo maestoso complesso è stato incluso tra le 7 meraviglie del mondo moderno e riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La storia di Machu Picchu

Il sito di Machu Picchu, traducibile come vecchia montagna, si trova ad una altitudine di 2.430 m, nel verde della valle dell’Urubamba, ad un centinaio di chilometri a nord-est della città di Cusco.

La cittadella, che si estende per 530 metri di lunghezza e 200 di larghezza, si divide in due aree principali: la zona agricola, costituita dalle terrazze, e quella urbana, dove vivevano gli abitanti.

Secondo gli storici, il complesso architettonico fu costruito nel 1450 da Pachacutec, considerato fondatore dell’impero Inca, probabilmente come residenza estiva per la nobiltà.

La sua esistenza fu tenuta segreta ai conquistatori spagnoli, quasi dimenticata fino alla prima parte del 20° secolo.

Fu Hiram Bingham, archeologo britannico, a riscoprirla casualmente il 24 luglio 1911.
L’esploratore stava percorrendo il sentiero degli Inca in cerca della città di Vilcabamba.
Quando si imbatté nelle rovine di Machu Picchu credette di aver trovato quello che stava cercando, riferendosi al complesso come “città perduta degli Inca”

La leggenda di Machu Picchu iniziò solo due anni più tardi, nel 1913, con un intero numero di National Geographic dedicato al sito archeologico.
Ricerche successive dimostrarono che Machi Picchu e Vilcabamba sono città diverse.

Oggi Machu Picchu è visitato da milioni di persone l’anno, ma l’ingresso alle rovine è contenuto. Per la sua tutela, può accedere al sito un numero giornaliero limitato di visitatori.

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