RECENSIONE| Matteo Garrone presenta a Roma il suo Pinocchio

Dal 19 dicembre al cinema
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ROMA – A quattro anni da ‘Il racconto dei racconti’ Matteo Garrone torna nel mondo delle fiabe con ‘Pinocchio’, adattamento cinematografico della favola di Carlo Collodi, al cinema dal 19 dicembre. Presentato questa mattina al The Space Cinema Moderno a Roma, il film e’ un’avventura per tutta la famiglia che riporta sul grande schermo il racconto del 1883 e i suoi indimenticabili personaggi. Nella pellicola, accanto alla regia di Garrone, un cast di attori eccezionali: primo fra tutti il Premio Oscar Roberto Benigni nel ruolo di uno strepitoso e tenero Geppetto, Federico Ielapi indossa i panni di Pinocchio, Rocco Papaleo e’ il Gatto, Massimo Ceccherini la Volpe, Davide Marotta il Grillo parlante, Gigi Proietti e’ Mangiafuoco e Marine Vacht e’ la Fata dai capelli turchini.

La storia di Pinocchio mi accompagna dall’età di sei anni e per me, in quanto regista, è stato difficile resistere alla tentazione di adattare la favola per il grande schermo, ha raccontato Garrone.Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto– ha spiegato- la mia intenzione è sempre stata quella riadattare la storia mantenendo l’anima popolare. Il testo di Collodi, infatti, è nato per arrivare a tutti, ad ogni classe sociale. La sua universalità permette di leggere la storia con mille chiavi di lettura: per me, è una grande storia d’amore tra un padre e un figlio. Pinocchio e’ universale!“.

Da Pinocchio a Geppetto. Dopo la sua versione della favola uscita al cinema nel 2002, Benigni si trasforma per Garrone nel ‘babbo’ del burattino. 

Questo film mi ha fatto venire il batticuore: l’ho trovato bello e originale, ha detto l’attore e regista toscano.Dopo La vita è bella questa pellicola mi ha fatto interpretare per la seconda volta il ruolo di un padre: Geppetto è il papà per eccellenza e, insieme a San Giuseppe, è il genitore più famoso del mondo, ha spiegato.

Se all’inizio del progetto la sceneggiatura di Garrone era molto fedele al testo di Collodi, l’incontro con Ceccherini ha reso più esilaranti alcuni momenti del film:

La collaborazione con Massimo e’ stata utile alla storia, ha affermato Garrone.Non me le aveva mai dette nessuno queste parole, forse mia mamma. Garrone è la mia Fata Turchina, ha detto scherzando l’attore toscano.

La Fata Turchina del film è il cast

Pinocchio è tra le favole più amate dal pubblico di tutte le età: una storia universale dall’anima popolare che mette in primo piano la forza dell’amore tra un padre e un figlio che ha emozionato moltissime generazioni. Dopo svariati adattamenti cinematografici quest’anno Garrone ha proposto la sua facendosi ispirare, come ha dichiarato durante la conferenza stampa, da Enrico Mazzanti, il primo illustratore del famoso burattino. Nonostante il grande lavoro fatto sui costumi, sulla musica e sulla trasformazione fisica dei personaggi la versione del regista non convince pienamente. Garrone forse avrebbe dovuto osare di più con la sua vena dark rendendo più accattivante la storia, come lui sa fare (e lo abbiamo visto ne Il racconto dei racconti e negli altri suoi lavori). 

In questo Pinocchio però c’è qualcosa di bello: il cast. I vari dialetti, come il napoletano e il toscano, il carisma e l’emotività di ogni personaggio hanno creato un’armonia piacevole che ha dato al film un’ancora di salvezza, proprio come la Fata Turchina fa con il burattino tanto disobbediente quanto buono.

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Autore: Lucrezia Leombruni
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