Ambiente Mare Italia incontra 500 studenti in 10 scuole di Roma

Ambiente Mare Italia incontra 500 studenti in 10 scuole di Roma

Il progetto di educazione ambientale di Diregiovani insieme ai ricercatori dell'università La Tuscia
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ROMA – Dal liceo Orazio al Nomentano, dal Gullace all’istituto Giordano Bruno, si è chiuso al liceo artistico Ripetta il 9 dicembre il tour di Ambiente Mare Italia (Ami) in dieci scuole di Roma dove l’associazione ambientalista ha incontrato oltre 500 studenti delle scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto di educazione ambientale di Diregiovani ‘Generazione green’.

Il presidente di Ami, Alessandro Botti, affiancato dal biologo marino dell’università La Tuscia di Viterbo, Marco Boschi, e dalla biologa esperta di crisi climatica, Raffaella Gagliardi, ha dialogato con i giovani di climate change, ma anche delle minacce all’ambiente marino ed oceanico dovute all’inquinamento da plastiche, di eccessivo sfruttamento delle risorse terrestri e riduzione della biodiversità, delle migrazioni di massa che sposteranno milioni di persone in fuga dagli effetti devastanti del riscaldamento globale.

“La sensibilizzazione dei giovani è nel Dna di Ambiente Mare Italia che è nata anche con l’obiettivo di educare le nuove generazioni ad avere sul mondo uno sguardo che riesca a cogliere quelle che sono le vere sfide del futuro: la sostenibilità e la tutela del nostro ecosistema- dichiara alla Dire il presidente Alessandro Botti– Le reazioni degli studenti che abbiamo incontrato tra ottobre e dicembre- racconta- sono state molto positive. Ci siamo accorti che c’è una consapevolezza sempre più diffusa delle problematiche ambientali in questa generazione che scende in piazza nei Fridays For Future proprio per chiedere ai grandi della Terra un cambio di rotta”.

Fondamentale, per Botti, il contributo dei ricercatori della Tuscia

“con cui abbiamo strutturato questo format di educazione ambientale nelle scuole. Sono loro che hanno spiegato ai ragazzi cosa rischiamo nell’immediato futuro e cosa abbiamo già perso con l’avvento dell’antropocene. Grazie agli stimoli arrivati dagli studenti- conclude Botti– continueremo nella nostra azione di diffusione di una cultura ambientale nelle scuole e in tutti quei contesti in cui riusciremo a raggiungere i giovani, nostri primi alleati per un mondo più pulito”.

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