Shoah, studenti del 'Teglia' riscoprono pietre d'inciampo genovesi

Shoah, studenti del ‘Teglia’ riscoprono pietre d’inciampo genovesi

Saranno presenti alla commemorazione ufficiale a Palazzo Ducale
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GENOVA – Si chiama ‘Noi, pietre d’inciampo’ il progetto con cui le classi quinte della scuola primaria ‘Teglia’ di Genova hanno partecipato al concorso annuale del ministero dell’istruzione ‘I giovani ricordano la Shoah’. E proprio grazie al loro progetto sono stati invitati dall’ufficio scolastico regionale della Liguria a essere presenti alle commemorazioni ufficiali della giornata della memoria che si terrà il prossimo 27 gennaio a Palazzo Ducale.

“Tutto è partito dalla posa della targa che il ministero ci ha donato lo scorso anno- ha raccontato a diregiovani.it la maestra Eleonora Deidda– Con i bambini presenti, che erano in quarta, abbiamo iniziato ad affrontare il tema e visto il loro interesse abbiamo proseguito. In estate ho visto il bando del concorso e lì abbiamo deciso di partecipare. Sono state le domande dei bambini ad aprire un percorso di conoscenza e di approfondimento proprio sulle pietre della memoria- ha proseguito- Perciò una collega ed io abbiamo raccolto materiale, film, libri, testimonianze di genovesi sopravvissuti. Solo alla fine c’è stata l’esplorazione della città in cerca delle pietre”.

“Ci siamo chiesti quanti tra i nostri compagni avessero notizia delle ‘pietre di inciampo a Genova- hanno scritto gli alunni nel loro progetto (link:
http://lascuolafanotizia.diregiovani.it/2019/12/20/noi-pietre-di-inciampo/)- allora abbiamo realizzato un sondaggio nelle classi. Come immaginavamo le risposte positive sono state poche, così ci siamo detti: ci pensiamo noi”.

A Ercole De Angelis, Riccardo Pacifici e Giorgio Labò sono dedicate le tre pietre posate a Genova e studiate dagli alunni e dalle alunne della ‘Teglia’, insieme anche alle storie di tre genovesi riconosciuti giusti tra le nazioni, il cardinale Pietro Boetto, il suo segretario don Francesco Repetto e l’aviatore Massimo Teglio.

“Ci ha stupito molto il pensiero di una bambina- ha continuato la maestra Didda– che ha scritto: quel pezzo di storia mi faceva paura, ora conoscendo la storia delle persone non mi fa più paura. Ecco, per noi maestre è stato proprio chiaro percepire che tutti gli alunni hanno fatto questo salto importante: hanno capito che la storia grande è fatta dalla storia delle persone e quindi hanno cominciato a pensare di essere anche loro parte della storia con la esse maiuscola e quindi di poter essere testimoni”.

“Sono tutte in zone molto centrali della città, chissà quante persone le calpestano senza notarle e senza riconoscerne il valore- hanno scritto ancora i bambini e le bambine– Con la memoria tornano in vita! E noi vogliamo essere pietre di inciampo”.

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