Shoah, al 'Salvemini' di Biella si coltiva la memoria

Shoah, al ‘Salvemini’ di Biella si coltiva la memoria

Studenti raccontano storie di coetanei vittime dello sterminio
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MALANO – “Per noi fare memoria non vuol dire semplicemente ricordare il passato. Ciò che conta per noi è che i ragazzi coltivino il valore della memoria come senso civico per il futuro”.

Così Carla Saldì, docente alla scuola secondaria di primo grado ‘Salvemini’ di Biella, che a diregiovani.it ha raccontato l’impegno del suo istituto per la memoria delle vittime della Shoah. In vista della giornata del 27 gennaio, Saldì, insieme alla collega Anna Garavoglia, sta accompagnando i suoi alunni e le sue alunne in un percorso di conoscenza delle storie dei bambini vittime della Shoah:

“Così come l’anno scorso abbiamo fatto per la storia di alcune donne, così quest’anno tutte le terze dell’istituto impareranno queste nuove storie. Un gruppo di loro realizzerà elaborati con cui costruire una sorta di tragitto della memoria nei nostri corridoi, altri studenti invece gireranno tra le classi e, come degli esperti, spiegheranno ai compagni e alle compagne ciò che hanno studiato”.

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