Memoria, Raggi e Dureghello con studenti: orrore può ripetersi

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ROMA – Centinaia di ragazzi delle scuole hanno affollato questa mattina la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma per il Giorno della Memoria. Ad accoglierli, la sindaca Virginia Raggi, il suo vice, Luca Bergamo e la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Quest’ultima si è rivolta ai ragazzi dicendo di aver “fiducia” in loro e della loro “gioia di vivere” nel difficile compito di tenere alto il ricordo di quanto successo, soprattutto ora che i testimoni diretti stanno scomparendo quasi tutti.

“Sono passati 75 anni dall’apertura dei cancelli Auschwitz- ha detto Dureghello dopo aver ricordato gli scomparsi Alberto Sed e Pietro Terracina, tra gli applausi dei presenti– ma la liberazione non è eterna. L’orrore può ripetersi, magari sotto altre forme rispetto al passato. I segnali di odio e intolleranza, infatti, sono in tutta Europa e stanno arrivando anche in Italia. Ci sono paesi in cui è impossibile indossare la Kippah, in cui si violano le tombe”. Quindi, il monito su quanto accaduto a Mondovì dove davanti a casa di un ebreo è comparsa una scritta antisemita. Si tratta “di una scritta infame, una spina che purtroppo è ancora insinuata nella società”.

Il focus del Giorno della Memoria di quest’anno sono i bambini come Sergio De Simone, cugino di Andra e Tatiana Bucci, morto a soli 8 anni a causa degli esperimenti dei medici nazisti. Per l’occasione è stato quindi proiettato il documentario ‘Kinderblock’ a cura dello storico della Shoah, Marcello Pezzetti che racconta proprio la storia del piccolo Sergio.

“Non dimentichiamoci chi su questo è stato complice o si è voltato dall’altra parte- ha aggiunto la presidente della Comunità ebraica– Da Roma partirono 250 bambini e non tornò nessuno”.

“È importante vedervi qui- ha sottolineato la sindaca- per non dimenticare, perché quello che è accaduto fa parte della nostra storia e del nostro passato, appartiene a tutti noi anche se non lo abbiamo vissuto. Se non facciamo esercizio di memoria è probabile che la storia si ripeta, ricordare ci aiuta ad andare verso un futuro migliore e diverso”.

Per fare memoria, infine, “bisogna non solo ricordare il passato ma fare anche gesti concreti per questo abbiamo voluto eliminare dalla toponomastica di Roma alcune strade ancora intestate ai firmatari del manifesto della razza e abbiamo continuato la tradizione dei viaggi della memoria, aggiungendo anche la tappa di Amburgo (dove morì De Simone, ndr) che fa parte della costruzione della memoria, ha concluso Raggi”.

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