Una pietra d'inciampo al 'Ruiz' di Augusta

Una pietra d’inciampo al ‘Ruiz’ di Augusta

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SRACUSA – Una pietra d’inciampo per non dimenticare tutte le vittime della Shoah è stata collocata il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, all’ingresso dell’istituto ‘Ruiz’ di Augusta (Siracusa).
La targa calpestabile, donata dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Mite in collaborazione con l’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it all’istituto di Augusta e ad altre 199 scuole del territorio nazionale, ha fatto da scenario ad un susseguirsi di attività canore, teatrali, a momenti di riflessione degli studenti sui valori fondamentali della solidarietà, della pace e del rispetto.

Ma le iniziative al ‘Ruiz’ per non dimenticare lo sterminio nazifascista nei campi di concentramento sono state inaugurate il 20 ed il 21 gennaio con ‘Il manifesto della comunicazione non ostile. Le parole sono un ponte’, due assemblee, in cui ospiti d’eccezione sono stati, l’archeologo e presidente del centro ebraico siciliano Gabriele Spagna e Fra’ Emiliano Strino, esperto in comunicazione.

“Lo spunto di partenza degli incontri- ha spiegato la dirigente scolastica dell’istituto augustano Maria Concetta Castorina– sono stati gli attacchi razzisti rivolti, anche on line, ad una donna straordinaria come Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute italiane alle camere a gas di Auschwitz-Birkenau”.

I due relatori hanno posto l’accento sull’importanza di ricordare ciò che è accaduto nella Shoah e di contrastare l’intolleranza, il razzismo, l’istigazione all’odio, la violenza attraverso il corretto utilizzo delle parole. I dieci princìpi di stile contenuti nel ‘Manifesto della comunicazione non ostile’, nato nel 2017 a Trieste con l’associazione ‘Parole O_Stili’, sono stati approfonditi insieme agli studenti per ricordare di usare le parole in modo consapevole.

“In un’epoca in cui aggressività e violenza verbale- ha affermato Fra’ Emiliano Strino– sembrano farla da padrona, nella vita reale come in quella virtuale, l’impegno a favore di una pacifica convivenza è sfida urgente, necessaria, eppure troppo poco praticata. ‘Parole O_Stili’, progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, prova a indicare una strada restituendo loro il potere che dovrebbero avere: essere pensate e usate per incontrarsi e per aprire mondi. Ciò è responsabilità di ognuno”.

“I brutti eventi della Seconda Guerra Mondiale- ha aggiunto Gabriele Spagna– pesano ancora oggi negli animi del popolo ebraico. In rete sempre più blog e siti negano l’esistenza della Shoah, affermando che sia tutta una pura invenzione. È necessario ricordare, soprattutto nelle scuole, perché l’uomo tende a dimenticare molto in fretta. Ricordare il 27 gennaio, giorno della liberazione del campo di sterminio di Aushwitz. Ricordare per evitare che oggi possano nuovamente nascere cancelli con scritte ‘Arbeit Macht Frei'”.

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