Napoli, studenti appendono cartello: "Qui ci sono antifascisti"

Napoli, studenti appendono cartello: “Qui ci sono antifascisti”

La decisione dei ragazzi del liceo Vittorio Emanuele II
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NAPOLI – Qualche giorno fa era stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ad affiggere alla porta di casa un cartello con scritto ‘Antifa hier’ ossia ‘Qui ci sono antifascisti’ ora ad emulare il primo cittadino della metropoli lombarda sono i ragazzi del liceo Vittorio Emanuele II che hanno riproposto il gesto di Sala sulla porta delle loro aule. Un’azione nata in risposta a quanto accaduto a Mondovì dove l’ingresso di casa dove viveva la partigiana Lidia Beccaria, deportata politica nel 1944 al lager di Ravensbruck, è stato imbrattato con la scritta ‘Juden hier’ ovvero ‘Qui ci sono ebrei’. A rispondere sono stati proprio gli studenti del liceo napoletano che in una nota hanno spiegato:

“Ribadiamo il nostro carattere antifascista. Vogliamo lanciare un’ammonizione alla nostra società. Nuove e vecchie forme striscianti di antisemitismo e intolleranza stanno ricominciando a diffondersi. Il Vittorio Emanuele II ne prende apertamente consapevolezza e si pone in prima linea nella lotta contro la discriminazione”.

Ad avere l’idea di appendere davanti alle aule il cartello è stato Francesco Zamagni, 18 anni, ma la sua proposta è stata subito condivisa dall’intera comunità studentesca. I due rappresentanti, Giordana Artiaco e Gabriele D’Ajello hanno lanciato l’iniziativa sulla pagina Instagram del collettivo studentesco:

“La comunità studentesca del nostro liceo ha deciso di apporre, fuori ogni classe, un cartello con scritto: ‘Antifa hier’ in segno di solidarietà con i recenti avvenimenti di Mondovì. Un gesto simbolico per ribadire il carattere eternamente antifascista della nostra scuola e per lanciare un forte ed importante messaggio di ammonizione alla nostra società”.

Immediata l’adesione di centinaia di studenti che hanno così approvato il progetto di Zamagni.

“La nostra è una risposta – hanno spiegato – all’odio razziale e al ritorno di forme estremiste che speravamo fossero state eliminate quando in realtà erano solo sopite”.

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