VIDEO | Lettera d'addio al rap, Jesto presenta "Indiejesto"

VIDEO | Lettera d’addio al rap, Jesto presenta “Indiejesto”

Il musicista romano ai nostri microfoni per raccontarci la genesi del suo ultimo progetto discografico
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ROMA -- Indie, libero e felice. Bastano tre parole per descrivere il nuovo progetto di Jesto, tornato sulla scena musicale con ‘Indiejesto’, sesto album di studio. Un lavoro scritto e cantato che mette definitivamente fine al capitolo ‘rap’ della produzione di Justin Yamanouchi, questo il suo vero nome. L’artista, figlio d’arte del cantautore Stefano Rosso e dell’annunciatrice radiotelevisiva del Tg3 Teresa Piazza, ha ereditato dall’attore giapponese Haruhiko Yamanouchi (ex marito della madre) il cognome. Ai tempi della sua nascita, infatti, i due coniugi erano prossimi al divorzio ma non ancora separati.

“Dopo ‘Buongiorno Italia’ (il precedente album, ndr) volevo fare qualcosa di più suonato e cantautoriale”, ha spiegato ai microfoni di Diregiovani il musicista romano. “Se segui un percorso in evoluzione è più interessante andare in una nuova direzione rispetto a ripetere sempre la stessa cosa, poi mi annoierei. Non ho mai fatto un disco uguale all’altro”, ha aggiunto.

Dal rap al cantautorato con Indiejesto. Intervista a Jesto

In ‘Indiejesto’ chitarre, mandolini e sintetizzatori si fondono per dare vita a un sound totalmente diverso ottenuto da un lavoro di snellimento iniziato già con ‘Buongiorno Italia’. Il risultato è un album che suona quasi unplugged.

‘Indiejesto’, però, ha preso veramente forma in un weekend, come ha raccontato Jesto: “È nato in un casolare in campagna in un weekend con il mio chitarrista. Avevo dieci/quindici testi pronti. Io glieli facevo sentire e lui mi veniva dietro. Alla fine del weekend avevo dieci pezzi praticamente pronti voce e chitarra”.

Dopo una numerosa produzione di EP, mixtape e dischi, Jesto raccoglie l’eredità del padre che del cantautorato aveva fatto il suo marchio di fabbrica. “Mio padre mi ha sempre influenzato- ha detto nel corso dell’intervista- anche quando facevo dischi rap. Penso che la mia poetica sia intrisa del suo modo di fare musica. Mi ha influenzato ma in maniera inconscia“.

Cosa rimane del passato in ‘Indijesto’? “La visione del mondo sempre in bilico tra ironia e malinconia, tra prendere in giro il mondo e prendersi in giro da soli. C’è una balance tra queste due cose che ho ereditato da mio padre al 100%”.

Gli undici brani nella tracklist di ‘Indiejesto’ si muovono proprio su questi due binari. Argomento privilegiato è l’amore: “Buongiorno Italia si chiudeva con ‘Svegliami quando’, un pezzo in cui idealizzavo un mondo migliore. Quello che vuole dire veramente quella canzone- ha spiegato- è che l’unica cosa che può salvare l’umanità forse è l’amore, che non è solo quello verso un’altra persona ma come sentimento puro. Indiejesto è intriso d’amore perché è la risposta al disco precedente”. Non manca l’occhio alla società. Come nei suoi lavori precedenti, Jesto racconta la quotidianità in maniera sempre pungente.

‘Indiejesto’, totalmente autoprodotto, apre una nuova fase della carriera di Justin, che nel 2020 si prepara a regalare altra nuova musica, un fumetto e una serie di live che saranno annunciati presto.

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