VIDEO | Sanremo. Junior Cally: "Questa classe politica non mi rappresenta"

VIDEO | Sanremo. Junior Cally: “Questa classe politica non mi rappresenta”

L'intervista al rapper di "No Grazie"
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SANREMO – “Sono un caso popolare”, canta Junior Cally in ‘Tutti con me’, prima traccia del suo ultimo disco ‘Ricercato’, ma il polverone che si è scatenato nei mesi scorsi è stato per lui totalmente “improvviso”.

“Non me lo aspettavo sinceramente”, ha detto ai microfoni di Diregiovani il rapper di Focene (Fiumicino).

Ventinove anni e una carriera decollata due anni fa con il suo primo singolo ‘Alcatraz’. Poi, il successo del brano platino ‘Magicabula’ e due dischi (‘Ci entro dentro’ e ‘Ricercato’) che lo hanno portato ad essere uno dei più ascoltati nel mondo hip-hop.

E nonostante le polemiche, è la musica che Antonio Signore, questo il vero nome dell’artista, vuole far vedere di se. “Sono rimasto alquanto scosso da quanto accaduto”, ha rivelato parlando di un sistema che non riesce ancora a distinguere “tra realtà e fiction”.

Cally ha più volte ribadito di essere contrario a qualsiasi forma di violenza e ha negato ogni classificazione che lo ha visto etichettato come rapper misogino, sessista e violento. In molti, però hanno sottolineato come l’attacco puntasse a celare una strumentalizzazione di ‘No Grazie’, il pezzo in gara a Sanremo con chiari riferimenti alla classe politica attuale (‘Spero si capisca che odio il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito e pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito’, ndr). Di questa Junior Cally ha detto: “Io grazie a quello che si può definire il mio talento ho trovato un posto in questo Paese ma molti altri ragazzi no. Credo, quindi, che questa classe politica non mi/ci rappresenti”. Il brano in gara a Sanremo è un vero e proprio inno antipopulista che entra subito in testa al primo ascolto grazie al martellante ritornello ‘No grazie’.

Ciliegina sulla torta un arrangiamento ‘rockettaro’ che accompagna alla perfezione il flow di Junior Cally. Il musicista va avanti come ha sempre fatto: “Sono cresciuto in un paese di 1800 abitanti- ha raccontato- e il pregiudizio ha provato a colpirmi, però ha scaturito in me una grande voglia di rivincita. Sono quasi felice che lo abbia fatto perché, io misi la maschera proprio per questo motivo, mi dissi da solo: ‘Vedrai che passeranno sotto casa tua con la musica a palla di Junior Cally non sapendo che quelle canzoni erano di quel ragazzo che criticavano anni prima'”. E il consiglio ai ragazzi che lo seguono è semplice: “Mai farsi ostacolare da nessuno e credere sempre nei propri sogni”.

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