Tokyo 2020, il significato della bandiera delle Olimpiadi

Tokyo 2020, il significato della bandiera delle Olimpiadi

Qualche curiosità sul simbolo più importante dei giochi olimpici
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Cinque anelli di altrettanti colori diversi intrecciati tra loro su uno sfondo bianco. La bandiera delle Olimpiadi è tra i simboli più riconoscibili nel mondo.
Ideata dall’aristocratico francese Pierre de Coubertin, fondatore dei moderni Giochi olimpici, fu presentata pubblicamente per la prima volta nel 1913, ma debuttò ufficialmente solo 7 anni dopo, alle Olimpiadi di Anversa nel 1920.

Perché 5 cerchi?

Quando Pierre de Coubertin ideò il simbolo olimpico, voleva una bandiera che rappresentasse tutti i continenti uniti dallo sport.

“Rappresenta l’unione dei cinque continenti e l’incontro di atleti di tutto il mondo ai Giochi olimpici”.

Tuttavia esistono diversi criteri con cui vengono definiti i continenti. In Italia ad esempio, il più comune è il modello a 6: Africa, Asia, Europa, America, Oceania, Antartide.

Ma nei Paesi anglosassoni il più utilizzato è il modello a 7, Africa, Asia, Europa, Sudamerica, Nordamerica, Oceania, Antartide.

La definizione di continente può variare a seconda dei diversi fattori, economico, politico, geografico o anche storico.
Insomma, non esiste un modello univoco.

Pierre de Coubertin ha scelto di utilizzare il modello a 5, che rappresenta le terre abitate: Europa, Asia, Africa, America e Oceania.

I colori

I 6 colori della bandiera olimpica (azzurro, giallo, nero, verde e rosso dei cerchi più lo sfondo bianco) sono stati scelti perché comparivano in ognuna delle bandiere dei Paesi del mondo ai tempi della sua ideazione.

Sebbene ufficialmente nessun colore rappresenta uno specifico continente, col tempo sono stati popolarmente associati in questo modo: nero-Africa, verde-Europa, rosso-America, blu-Oceania, giallo-Asia.

L’emblema

Mentre i cerchi sono gli unici e gli stessi per tutti, sebbene molto spesso con qualche variante, ogni Paese che ospita le Olimpiadi crea un emblema diverso, dal 1968 generalmente accompagnato da una mascotte.
Ad esempio, per le Olimpiadi di Roma del 1960 fu scelto il logo della lupa.

Le mascotte sono state introdotte nel 1968 con “Schuss”, lo sciatore stilizzato dei giochi olimpici invernali di Grenoble.

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