Napoli, in mostra il kamasutra 'occidentale' di due studenti

Napoli, in mostra il kamasutra ‘occidentale’ di due studenti

Obiettivo ripristinare il rapporto con sesso e primordialità
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NAPOLI – “Con la mostra ‘Threesome’ cerchiamo di scardinare i tre pilastri fondamentali della modernità: società, sesso e successo”. Queste le parole che Simone Trapani, fotografo ventunenne, ha scelto per presentare a Diregiovani.it la mostra ‘Threesome’, in esposizione dal 15 al 21 febbraio alla galleria ‘Wespace’ di Napoli e che ha come obiettivo una riproposizione delle illustrazioni indiane del kamasutra, reinterpretandole in chiave occidentale.

‘Threesome’ offre ai visitatori due visuali diverse del manuale erotico più famoso: quella plastica e cristallizzata del fotografo, Simone, quella onirica e dall’immediatezza espressiva dell’acquerello di Gianluca Cocchia, pittore di 23 anni. “Siamo due artisti di pensieri e sensibilità differenti- ammette Trapani- tuttavia in modi diversi siamo stati fedeli al libro, che narra di un’energia, una forza che riesce a rompere gli schemi dell’anima e la staticità dell’essere umano, creando un’armonia estetica, di piacere”.

La mostra a cura di Federica D’avanzo, classe 1992, fa parte dell’iniziativa #WESPACEYOUNGMIND il cui intento è puntare i riflettori sui giovani talenti come Simone, Federica e Giovanni che, con la loro ‘Threesome’, cercano di scardinare il luogo comune del desiderio represso, liberandolo dalla catene delle proibizione e dalla limitazione del rapporto sessuale fine a se stesso, andando a pungolare e risvegliare il rapporto dell’uomo moderno con la sua primordialità che, come sottolineano gli artisti, “appartiene a ogni uomo e donna”.

È però sempre l’amore, in tutte le sue sfaccettature, il filo rosso della mostra: “Ho deciso di rappresentare l’amore a colori e in acquerelli in modo da non porre limiti alle infinite sfumature di cui è fatto– racconta Gianluca Cocchia- la mia visione è quella di un amore passionale, costante di ogni singolo aspetto delle vita e capace di avvolgerla”. L’intento degli artisti è quello quindi di stupire e far riflettere, offrendo un’interpretazione del manuale indiano sì occidentalizzata ma assolutamente non bigotta e che faccia discutere dove la prova del nove sarà il 21 febbraio, quando gli autori si apriranno al pubblico e alla stampa, discutendo delle loro opere e raccogliendone le sensazioni che sono riusciti a suscitare.

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