Paolo Palumbo canta la SLA: fuori oggi "Io sono Paolo"

Paolo Palumbo canta la SLA: fuori oggi “Io sono Paolo”

Il 23enne di Nuovo ha presentato il singolo sul palco del settantesimo Festival di Sanremo
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ROMA -- Un inno alla vita, alla voglia di combattere e diffondere un messaggio di speranza. È questo, in sintesi, Io sono Paolo, il singolo di Paolo Palumbo, il più giovane malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) d’Europa.

Il brano, che il 23enne di Nuoro ha presentato sul palco del settantesimo Festival di Sanremo, arriva oggi su tutte le piattaforme di streaming e negli store digitali. Attraverso un sistema di riproduzione vocale, Paolo canta l’esperienza che, poco dopo il suo 18esimo compleanno, lo ha costretto a cambiare tutto e a fare completo affidamento sulla sua famiglia.


Nella canzone, scritta dallo stesso artista insieme a Cristian Pintus (feauting del pezzo), Paolo racconta dei suoi sacrifici quotidiani, del padre ora diventato le sue gambe e del fratello Rosario, braccia che lo aiutano in ogni singolo gesto.

Nel brano viene menzionato come “ridare il gusto ai malati”, un’importantissima invenzione che distingue Paolo nel suo ambito (è da sempre chef, ndr): un’essenza ottenuta attraverso la cucina molecolare che permette -- se messa su un tampone per la pulizia orale -- di far riprovare i sapori dei piatti complessi a chi soffre di disfagia (www.saporiacolori.it).

Paolo porterà in giro nelle scuole italiane “Io sono Paolo” per sensibilizzare i giovani a non fare uso di alcol e droga e insegnare a loro ad “amare la vita”. I proventi del brano, invece, saranno devoluti all’associazione “Finalmente abili” di cui Paolo è fondatore e che nasce con l’intento di costruire un centro polifunzionale per malati gravi in Sardegna. 

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