Giornata dell'orso polare: 5 curiosità sul più grande carnivoro terrestre

Giornata mondiale dell’orso polare: 5 curiosità sul più grande carnivoro terrestre

Per assicurare un futuro all’orso polare è necessario prima di tutto lottare contro il climate change
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Entro i prossimi 35 anni rischiamo di perdere il 30% della popolazione di orso polare finora stimata tra i ghiacci artici. E’ il messaggio che il WWF lancia per la Giornata Mondiale dell’Orso polare, che si celebra oggi, 27 febbraio.

Per l’occasione, vi proponiamo 5 curiosità sul più grande mammifero terrestre del Pianeta.
Puoi aiutare il WWF a tutelare questa magnifica specie: per farlo adotta un esemplare a questo link!

1. Gli orsi polari sono neri

La pelliccia dell’orso polare è traslucida e ci appare bianca solo a causa del riflesso della luce. I peli, infatti, non sono pigmentati di bianco, ma sono cavi e non pigmentati, come i capelli bianchi negli esseri umani. Sotto tutta quella spessa pelliccia, la loro pelle è nera. 

2. Sono considerati mammiferi marini

Dato che trascorrono la maggior parte della loro vita sui ghiacci marini dell’Oceano Artico, habitat dove procacciano il loro cibo, gli orsi polari sono l’unica specie di Urside al mondo ad essere considerata un mammifero marino, al pari dei cetacei (balene, orche e delfini) e delle foche.

3. Possono nuotare ininterrottamente per ore

Nelle gelide acque dell’Artico, oltre a raggiungere una velocità che va fino a circa 10 chilometri orari, gli orsi polari possono percorrere a nuoto lunghe distanze per molte ore senza sosta, solo con lo scopo di spostarsi da un pezzo di ghiaccio all’altro. Le loro grandi zampe anteriori sono adatte al nuoto: le usano per pagaiare in acqua tenendo invece le zampe posteriori piatte, come un timone.

4. Gli scienziati possono estrarre il DNA di un orso polare anche solo dalle sue impronte

Una nuova tecnica innovativa sviluppata dai ricercatori svedesi di AquaBiota e dal WWF Alaska, permette agli scienziati di isolare il DNA di un orso polare anche solo dalla sua impronta nella neve. Due minuscole palline di neve provenienti da una traccia di orso polare sono in grado di rilevare il DNA e il sesso dell’orso polare a cui apparteneva l’impronta.

5. Esistono individui ibridi di orsi grizzly-polari

Nel 2006, i test genetici hanno confermato l’esistenza di individui ibridi tra Orso polare e Orso grizzly, noti anche come ‘grolar bears’ o ‘pizzly bears’. L’orso ibrido assomiglia fisicamente a un incrocio tra le due specie, ma poiché gli ibridi selvatici sono di solito nati da orse polari, vengono allevati e si comportano come tali. La capacità degli orsi polari e dei grizzly di incrociarsi non è sorprendente se si considera che gli orsi polari si sono separati dalla linea evolutiva dagli orsi bruni da “soli” 600.000 anni. 

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