Ricette italiane e prodotti contraffatti, gli studenti raccontano

Ricette italiane e prodotti contraffatti, gli studenti raccontano

Incontro del progetto 'Peer say no' al 'Boggio Lera' di Catania
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CATANIA – “Succo di arance, miele, olio d’oliva sono tra i prodotti contraffatti più diffusi al mondo. Per rendersi conto di quello con cui ci nutriamo, basta leggere con attenzione agli ingredienti. Ci sono casi in cui nel latte si potrebbe rischiare di trovare elementi impensabili come, melanina, urea, lardo di maiale e grasso di mucca. Va da sé che questi prodotti mettono sono rischiosi perché mettono a repentaglio la nostra salute”.

A spiegarlo ai suoi studenti di III B, la professoressa di italiano Daniela Mormina, intervenuta all’incontro sul copyright, nell’aula di informatica del liceo ‘Boggio Lera’ di Catania.

L’iniziativa è rientrata nel progetto ‘Peers say no’, promosso da Adiconsum con l’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it e cofinanziato da EUIPO-Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Contraffazione alimentare ed Italian Sounding sono stati gli argomenti posti al centro dell’attenzione dall’esperto di diregiovani.it che ha sottolineato, secondo i dati riportati su ioscelgoautentico.net, come i piatti ed i prodotti agroalimentari definiti made in Italy, ma taroccati, fatturano ogni anno a livello mondiale, circa, 54 miliardi di euro contro i 23 miliardi di euro delle esportazioni italiane.

I ragazzi hanno riportato le loro testimonianze: “come quella volta che mi hanno proposto la pasta Salvo in un ristorante italiano in Germania– ha raccontato una delle studentesse- il cameriere, con soddisfazione, mi ha garantito che il loro chef era siciliano e che si trattava di un nostro piatto tradizionale con salsa e formaggi di ogni tipo“. Una sua compagna ha ricordato, invece, la pizza con la pasta in Spagna: “La proponevano- ha detto- come una specialità nostrana”.

Dal rischio di mettere a repentaglio la propria salute con la contraffazione agroalimentare si è passati ai danni causati dalla vendita di merci che imitano quelle originali. Utilizzo di materie prime non controllate o illegali, aumento dell’inquinamento ambientale, sfruttamento dei lavoratori, riciclaggio di denaro sporco a vantaggio delle organizzazioni criminali, sono stati gli aspetti evidenziati con i liceali catanesi nel percorso di sensibilizzazione al valore della legalità. Concluso l’incontro formativo, gli studenti hanno già iniziato la fase di laboratorio, in cui, con la produzione di testi, racconteranno il loro punto di vista sul copyright e le esperienze personali nel mondo della contraffazione.

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