Coronavirus, per l'ic 'Del Vergante' di Invorio è stimolo a innovazione

Coronavirus, per l’ic ‘Del Vegante’ di Invorio è stimolo a innovazione

La docente: "Abbiamo opportunità eccezionale di sperimentare"
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Invorio (Novara) – “Il virus ha dato una accelerata ai nostri processi di innovazione. Con il ricorso alla tecnologia, diamo l’idea che la scuola non si ferma, e così le nostre vite”. Così a diregiovani.it Lara Ferrari, docente di inglese e animatrice digitale all’istituto comprensivo ‘Del Vergante’ di Invorio (Novara), raccontando come la scuola sta rispondendo alla sfida del covid-19.

“La verità- prosegue la docente- è che abbiamo l’opportunità eccezionale di sperimentare nuove forme di comunicazione tra noi docenti, tra noi e gli alunni, e anche con i genitori. In questi giorni di grande confusione e al tempo stesso di grande creatività, ci stiamo accorgendo che avevamo già tutti gli strumenti necessari, però non li usavamo al 100% e ora ci stiamo attrezzando senza più rinviare. Dobbiamo organizzare meglio la didattica- è qui l’orizzonte secondo Ferrari- per essere finalmente una scuola smart a 360 gradi”.

“Siccome vedevamo all’orizzonte una chiusura prolungata, ci siamo attivati sin dal primo giorno. Io per esempio, due giorni dopo l’annuncio della prima chiusura, dovevo iniziare un corso sulle STEM. E così ho fatto. Abbiamo potenziato l’utilizzo di Google Meet e di Classroom, ho caricato i materiali che avevo preparato, e poi abbiamo fatto il nostro webinar con gli studenti”.

Sia per il plesso ordinario di Invorio sia per il plesso di Meina- che già sperimenta un approccio didattico ed educativo innovativo e fa parte della rete nazionale delle scuole ‘senza zaino’- “abbiamo deciso di non tornare indietro, di non proporre cioè video-lezioni frontali. Stiamo invece creando delle classi virtuali su Classroom. Inseriamo tutti gli alunni e tutti i docenti, carichiamo materiali, ma anche quiz per spiegare e valutare poi l’apprendimento. Con la classe che ha vinto il premio ‘Scuola digitale’ stiamo anche preparando una diretta su Meet, per confrontarci su questi giorni e fare una lezione interattiva alla presenza di due o tre insegnanti per volta”.

Gli insegnanti- spiega Ferrari- “sono stati subito tutti disponibili, emozionati, e pieni di voglia di fare. Ci stiamo mettendo in gioco, ci stacchiamo dalla nostra comfort zone e ci entusiasmiamo per questo. In un certo senso è anche un modo per conoscersi meglio tra colleghi. I risultati sono così positivi che le maestre della primaria hanno deciso di fare la loro programmazione con Meet. Ma la cosa che più conta per noi è accompagnare i ragazzi e continuare a essere presenti nelle loro vite”.

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