Coronavirus. Milano, preside 'Volta': "Tutela salute è priorità, non i programmi"

Coronavirus. Milano, preside ‘Volta’: “Tutela salute è priorità, non i programmi”

Ai maturandi: "No prolungamento anno, esame si farà tenendo conto di tutto"
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MILANO – “Non sono medico, non sono epidemiologo, nè gioco a fare questi mestieri. Da cittadino semplice dico che un palazzotto di tre piani come il liceo ‘Volta’, nel centro di Milano, dove si concentrano per 5-6 ore al giorno circa 1300 persone, se io fossi il virus mi ci butterei a pesce”. Parola del dirigente scolastico Domenico Squillace, che ai microfoni di diregiovani.it commenta l’opportunità del provvedimento governativo in questi giorni di sospensione didattica causa emergenza sanitaria da coronavirus.

“È un evento raro e doloroso per noi la chiusura delle scuole- dice a questo proposito mentre anche al Volta si programmano interventi di sanificazione professionale- ma comprensibile da un punto di vista medico. Quanto deve durare non lo sappiamo, ci sono molte voci accreditate in questo momento che parlano di una sospensione prolungata fino a fine marzo, vedremo” aggiunge inserendosi nel dibattito che si sta alzando in queste ore.

Sulla continuità didattica da garantire agli studenti il dirigente – che a emergenza appena scoppiata scrisse ai suoi studenti una lettera “per mia grande sorpresa divenuta virale” in cui li invitava a sfruttare questo tempo per leggere e “fare una vita normale” – confessa di avere una posizione “un po’ impopolare tra gli addetti ai lavori: il parziale svolgimento dei programmi in questo momento non è la priorità né il problema principale dell’Italia. Petrarca ti aspetta, l’Illuminismo ti aspetta il prossimo anno- osserva immaginando di parlare agli studenti- Ci sono invece due emergenze grosse intorno alla scuola. La prima riguarda le famiglie e la gestione dei bambini, penso soprattutto alle scuole primaria e secondaria di primo grado. Per questo bisognerebbe prevedere urgentemente forme di sostegno concrete. Penso anche che l’emergenza possa essere l’occasione di riattivare buoni rapporti di vicinato. Inventiamoci i nonni surrogati- scherza Squillace- La seconda invece riguarda gli studenti. In questo momento storico in cui le forme di socialità libere come il quartiere e il parchetto sono venute meno e in cui non c’è nemmeno la scuola, i nostri ragazzi rischiano di vivere un vuoto di socialità e di sentirsi abbandonati a loro stessi. Perciò l’E-learning può aiutare. Ai miei colleghi sto dicendo: fateli scrivere, fateli disegnare, fateli fotografare. Questo è un tempo irripetibile che i ragazzi ricorderanno per sempre. Facciamo che non sia un tempo perduto, per citare Proust, ma un tempo ritrovato”.

Il tempo è una parola chiave in questa particolare situazione. Se ai maturandi sarà concesso di recuperare queste settimane di sospensione, e come, è questione in discussione. Il dirigente del ‘Volta’ – che innanzitutto vuole tranquillizzare i suoi alunni dell’ultimo anno – ha le idee chiare in merito: “Personalmente non sono d’accordo col prolungamento dell’attività didattica sino a fine giugno. Non credo che appiccicare due o tre settimane di scuola, col caldo di giugno, serva a completare la preparazione dei maturandi. Sarà un programma più scarno? Pazienza. Sicuramente il ministero dovrà fare una indagine serie nelle classi quinte sui programmi effettivamente svolti; dopodichè, nell’elaborazione dell due prove nazionali scritte e soprattutto la seconda, tenere conto di quello che si è fatto. Non ho dubbio che l’esame si farà tenendo conto di un anno scolastico un po’ accidentato”.

Ad ogni modo, secondo Squillace, è importante che gli studenti continuino a tenersi impegnati. “Per non perdere il ritmo”, la risposta tecnologica del liceo è multilivello. Dal registro elettronico, alle videolezioni dapprima su argomenti di ripasso, poi, non appena è stato annunciato il prolungamento della sospensione al 15 marzo, anche su argomenti nuovi, per finire con le call conference, il corpo docenti – riunitosi in videochiamata – sta attrezzandosi per organizzare la didattica e, in prospettiva, aumentare l’interazione diretta con gli allievi: “La scuola sarà aperta e gli insegnanti potranno venire qui a fare lezione” assicura il dirigente.

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