Coronavirus. Al 'Catullo' di Belluno lavoro imponente del team digitale

Coronavirus. Al ‘Catullo’ di Belluno lavoro imponente del team digitale

Tutti impegnati per adeguare competenze digitali di docenti, famiglie e studenti
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BELLUNO – Chi non ha il pc, chi non ha internet a casa, chi ha finito i giga, chi non ha l’app giusta, chi non sa caricare allegati, chi non ha il software compatibile. In questi giorni è stata garantita assistenza in modo capillare tramite una ‘triangolazione’ tra coordinatori di classe, team digitale e ragazzi. Ma Che aria si respira nelle scuole italiane in questi giorni di emergenza? A raccontarlo sono le professoresse dell’Istituto ‘Catullo’ di Belluno.

“Le giornate sono un po’ concitate- spiega Donatella Bartolini– perché la macchina della didattica digitale si è appena messa in moto e per molte classi è tutta una novità, non abbiamo ancora un riscontro duraturo per poter stabilire come andrà o fare delle previsioni. Anche il materiale proposto è frutto di esperimenti. Coprire una settimana di scuola non è lo stesso che coprirne tre. Venerdì verranno attivati anche strumenti per videoconferenze, in modo da riuscire a guidare gli studenti anche nello studio, magari potendo interagire con loro”.

In questi frangenti si vede come lo smartphone possa diventare una vera risorsa – aggiungono –

“ma che ai ragazzi vada ancora suggerito come usarlo in maniera ‘diversa’. Si sono trovate forme alternative di consegna e bisogna dire che c’è stata massima disponibilità da parte di tutti, anche dei rappresentanti di classe che han dovuto mediare con i compagni in difficoltà. Personalmente, pur di raggiungere lo scopo, ho accettato di tutto: compiti consegnati via mail, compiti scritti a mano e fotografati, consegne via whatsapp. Anche questa ‘creatività digitale’ è stata segno di responsabilità da parte di molti ragazzi. Come docenti pensiamo che sia anche un’occasione imperdibile per acquisire delle nuove abitudini e un nuovo modo di pensare, utile sia ai ragazzi che agli insegnanti; che questo modo di lavorare diventi routine, accanto ad altre modalità più tradizionali. Il team digitale d’istituto è, in questo senso, molto attivo ed efficiente”.

Poi ci sono i maturandi che dovranno fare l’esame:

“Il sostegno, anche se a distanza, e l’incoraggiamento non devono mancare. Finora ci si è organizzati con guide al ripasso e consegne stringenti, con obiettivi valutabili. In previsione di una chiusura prolungata- sottolineano le docenti– dovremo prevedere attività anche in videoconferenza, o sportelli per chiarimenti o approfondimenti, anche per tornare a far interagire i ragazzi fra loro. Esistono anche strumenti come la classe capovolta o le presentazioni condivise che possono essere efficaci. Ai ragazzi è richiesto uno sforzo nell’ambito dell’autonomia perché, venendo meno il gruppo e l’interazione diretta con l’insegnante, sono loro stessi a dover organizzare lo studio. Forse il valore di questa esperienza a distanza risiede proprio nello stimolo a sapersi gestire, a risolvere problemi in autonomia, a lavorare con metodo. Di qui la necessità del supporto dei docenti perché per i ragazzi il periodo è sicuramente impegnativo”.

Raffaella Giacobbi, docente che fa parte del team digitale, racconta:

“Autoformazione, formazione tra pari, tentativi, errori tecnici, ricerca e sperimentazione di nuovi strumenti. Per molti docenti questa sfida della formazione a distanza si sta rivelando un impegno enorme in termini di tempo e lavoro. I coordinatori di classe hanno speso tantissimo tempo nei giorni scorsi per contattare i genitori e informarli su tutto. Un insegnante medio, responsabile, in questi giorni ha lavorato e sta lavorando tanto. Il team digitale ha lavorato tantissimo, mattina e sera, per attivare gli account di Classroom che erano sì stati fatti lo scorso anno ma in molti casi mai usati, le password perdute, le difficoltà a usarli poi in maniera attiva. Inoltre abbiamo dovuto fare un lavoro di ricerca e test dei vari strumenti, perché quelli più adatti vanno scelti non solo in funzione dell’efficienza del mezzo ma anche di accessibilità. Ora si passerà alla fase successiva: oggi ci siamo riuniti con coordinatori di dipartimento per capire come proseguire a seconda delle diverse attitudini degli insegnanti, dalla proposta della videoconferenza, ai podcast alle videolezioni”.

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