Milano, liceo 'Volta' come 'Decameron': docente lancia concorso letterario

Milano, liceo ‘Volta’ come ‘Decameron’: docente lancia concorso letterario

Durerà 10 giorni come opera di Boccaccio, studenti-scrittori e insegnanti-giurati
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MILANO – “Cara 3B”. Inizia nel più classico dei modi la lettera che Silvia Stretti, docente e vicepreside al ‘Volta’ di Milano, ha inviato ai suoi alunni e alle sue alunne. E prosegue lanciando un concorso letterario “alla maniera del Boccaccio”, dal titolo inequivocabile ‘…Al tempo del Corona-virus’, che coinvolgerà studenti-scrittori e docenti-giurati e durerà esattamente dieci giorni come il Decameron. La scuola come una finestra affacciata sul mondo, tra storia, letteratura e attualità. Pare questo, in sintesi, il senso della proposta della docente, che spiega infatti:

“A questo punto dell’anno siamo giunti alla trattazione dell’opera di Boccaccio, che con Dante e Petrarca rappresenta la parte saliente del nostro percorso di letteratura. In realtà la chiusura della scuola mi ha impedito di presentare autore ed opera alla classe. La congiuntura pero’ ci porta direttamente a contatto con quanto Boccaccio ci racconta nel Decameron”. La vicenda dell’opera è ambientata a Firenze durante la peste del 1348, quando 10 ragazzi- “ma potevano essere 27” aggiunge per inciso Stretti- si allontanano dalla città in cui si rischia il contagio e decidono di passare il tempo raccontandosi storie. “La situazione ha perciò un incipit drammatico ma ha lasciato ai posteri un imperdibile esempio di creatività, con risvolti anche comici, capaci di far prevalere il sorriso e la spensieratezza di fronte alla paura. La proposta che faccio a tutti voi è quella rimetterci in gioco alla maniera di Boccaccio, ricalcando una sorta di concorso letterario”.

Agli studenti è richiesto di produrre dei testi che “ci permetteranno di interrompere la noia di questi giorni di forzato allontanamento e i docenti che lo desiderano saranno il pubblico votante, chiamati a valutare (nell’assoluto anonimato degli autori) il testo più bello, racconto, novella, saggio, riflessione o trattato che sia”. Ogni studente perciò dovrà concorrere con un testo individuale e, se lo desidera, anche con testi collettivi. Ogni docente potrà valutare attraverso una opportuna scheda giuria il testo più bello. Alla Stretti il compito di mazziere, come dice lei, ovvero ricevere i testi e inoltrarli anonimi ai giurati.  “Questo sarà un modo per tenere viva la competenza di scrittura- precisa la docente Silvia Stretti che, con parole vibranti, conclude- Conserviamo traccia di queste esperienze per un tempo in cui i giorni che stiamo vivendo saranno Storia, con la S maiuscola”. 

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