Coronavirus, anche i docenti a lezione da casa

Coronavirus, anche i docenti a lezione da casa

Il racconto di una docente dell'ic 'Sinopoli-Ferrini' di Roma
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ROMA – A studiare da casa in questi giorni non ci sono solo i ragazzi e le ragazze di tutta Italia, ma anche molti docenti impegnati a seguire i diversi webinar, messi a disposizioni nelle ultime settimane, sulla didattica digitale.

“Stavo seguendo il webinar di Microsoft, come da indicazioni dell’ufficio scolastico regionale- racconta a diregiovani.it Paola Spinelli, docente dell’istituto comprensivo ‘Sinopoli-Ferrini’ di Roma– d’altronde dobbiamo farci trovare pronti nel caso in cui la sospensione della didattica venisse prolungata”.

Sì perché anche i docenti dovranno far fronte a questa situazione nuova.

“La mia intenzione è quella di seguire tutti i webinar gratuiti che si sono attivati, per cercare di acquisire gli elementi per essere pronta a partire– confessa– mi sono preparata un fitto programma settimanale”.

Per adesso le direttive sono quelle di utilizzare la piattaforma Axios per l’invio dei compiti e dei materiali didattici agli studenti:

“sarebbe la piattaforma per il registro elettronico- continua– ma vista la situazione la utilizzeremo per garantire una continuità didattica. Certo è tutto improvvisato perché io, ad esempio, pur avendo un perfezionamento in didattica digitale non l’ho mai potuta sperimentare avendo sempre avuto le classi shakespeariane con i banchi in legno e la lavagna di ardesia. E le neuroscienze dicono che ciò che non si usa, si perde; mentre la didattica digitale nel frattempo si evolve a ritmi spaventosi”.

Anche la situazione pregressa non aiuta

“abbiamo soltanto una sezione 2.0 che é avvantaggiata, per gli altri sarà una novità. Questa mancanza non solo non ha permesso l’acquisizione delle competenze, ma anche di quella cultura necessaria per entrare nell’ottica di una didattica nuova”.

D’altronde dotarsi degli ultimi ritrovati nel campo della tecnologia a servizio della didattica non risolve niente se i docenti non sono formati a compiere un ruolo da mediatori fra lo strumento e la classe

“si tratterebbe solo di strumenti nuovi- specifica la docente- mentre se sono gestiti e governati dal docente, la cui mediazione didattica e relazionale rimane indispensabile, diventano quell’elemento necessario per fare il salto di qualità”.

E forse proprio un momento come questo può rivelarsi il periodo migliore per iniziare

“sono ottimista- conclude Spinelli– da questa situazione la scuola ne uscirà più forte, ci servirà a capire finalmente che c’è bisogno di cambiare, di dotarci di quegli strumenti che la modernità ci mette a disposizione per fare una scuola nuova”.

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