Consulta studenti Mantova: "Trasporti e diritto studio sono priorità"

Consulta studenti Mantova: “Trasporti e diritto studio sono priorità”

Al ministero chiedono di ripensare didattica e programmi
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MILANO – “Vogliamo che la consulta sia più presente nella vita dei nostri coetanei”. Così a diregiovani.it il presidente della consulta di Mantova Jacopo Marini, che poi racconta ampiamente quanto hanno in mente per essere più vicini agli studenti e alle studentesse. “Il tema della rappresentanza è stato, non a caso, uno dei primi su cui abbiamo iniziato a lavorare. Intendiamo organizzare un incontro formativo per tutti i nostri rappresentanti d’istituto della provincia. Sarà anche una grandissima occasione di dibattito, scambio e collaborazione tra le scuole superiori di secondo grado: un evento senza precedenti a Mantova”.

Alcune questioni problematiche per gli studenti mantovani, la consulta sta cercando di prenderli di petto. Un fronte è “la questione dei trasporti”: costo dei biglietti elevato, spostamenti spesso lunghi e difficoltosi e mancati collegamenti tra territori limitano, secondo Jacopo, le scelte degli studenti: “famiglie con problemi economici o che risiedono in certi paesi non possono mandare i figli in qualunque scuola desiderino. Per questo distribuiremo un questionario agli istituti della nostra provincia e poi ci adopereremo per aprire un tavolo di discussione con la compagnia”.

Un altro fronte invece è l’alternanza scuola-lavoro, tema sul quale una commissione interna alla consulta sta mettendo a punto uno ‘Statuto degli studenti in alternanza’ da proporre poi al Coordinamento regionale dei presidenti delle consulte della Lombardia “con l’obiettivo- precisa Jacopo- di riuscire a presentarlo un giorno in regione affinché venga considerato per il disegno di una nuova legge sui PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ndr)”.

E sempre in tema di diritti degli studenti, la consulta ha in animo di organizzare tre eventi per i giovani del triennio scolastico. Argomenti: voto consapevole, cittadinanza attiva e fake news. “Questi sono argomenti molto attuali che hanno una funzione cardine nel determinare la relazione che i giovani hanno e avranno in futuro con la politica e con il loro impegno civico e sociale. Certo, la maggior parte dei nostri progetti in programma è stata momentaneamente congelata dall’emergenza sanitaria. Pero’ alle consulte e’ stato richiesto di fare un uso intelligente dei social network, quindi stiamo organizzando una rete di comunicazione diretta con tutti i rappresentanti d’istituto, in modo che ad ogni alunno della provincia arrivino esclusivamente informazioni verificate, direttive e note ministeriali ufficiali e consigli pratici sui comportamenti da adottare per gestire al meglio questa situazione”.

Il flusso di pensieri di Jacopo non si ferma qui. Non mancano infatti le richieste alle istituzioni: “Il nostro modello scolastico, ed in particolare quello liceale, ha caratteristiche uniche al mondo che non sono però sufficienti a compensare una didattica ancora basata sulla riforma di Gentile”. Un problema secondo lo studente, è la “assenza quasi totale di materie fondamentali per comprendere il mondo odierno come il diritto, l’economia e l’educazione alla cittadinanza ed alla Costituzione; inoltre gli ultimi 70 anni di storia non vengono quasi mai nemmeno accennati, lasciando così allo studente lacune immense su argomenti fondamentali per interpretare la realtà in cui viviamo”.

Un passaggio, infine, anche sui metodi d’insegnamento: “la lezione frontale e’ fondamentale ma non perfetta, svariati studi dimostrano infatti come sistemi didattici differenti che rendono l’alunno centrale durante le lezioni, come la modalità debate o la cosiddetta ‘flipped class’, aumentino significativamente l’attenzione e la reattività dello studente”. 

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