Coronavirus. L'Italia suona dalla finestra: flash mob contro l'isolamento

Coronavirus. L’Italia suona dalla finestra: flash mob contro l’isolamento

Tutto il Paese unito
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“Un abbraccio, a tutta Italia”. Partito indifferentemente dal sud e dal nord, che ha avvolto il centro del Paese, nessuno escluso. Perché se c’è qualcosa di positivo in questa vicenda del coronavirus è sicuramente il fatto che sembra aver finalmente unito l’Italia. Le recenti disposizioni del Governo hanno costretto tutti gli italiani in casa, è concessa mobilità soltanto a chi lavora o a chi sta cercando di mantenere la sicurezza, sanitaria e non solo. E allora per mantenere un contatto con il resto del mondo (d’Italia), ci si affida ai social network, che consentono di superare i confini imposti dalle istituzioni per contenere il contagio. Così dal nulla, sui social, è apparso questo annuncio: “Venerdì 13, alle 18 in punto tutti gli abitanti d’Italia prenderanno il loro strumento e si metteranno a suonare dalla loro finestra… il nostro Paese diventerà così per quei pochi minuti un gigantesco concerto gratuito! Diffondete il più possibile questo messaggio a tutti gli italiani che conoscete per farsi sentire. Chi non sa suonare uno strumento, metta un disco spalancando la finestra, cosi’ visto che non possiamo uscire a prendere aria, la facciamo entrare in casa”.

E allora e’ stato tutto un proliferare di Inno di Mameli, di ‘Volare’, da nord a sud, da Milano alla Puglia. C’è chi ha scelto un classico come ‘Ma che musica maestro’ di Raffaella Carra’, o ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno. Con il flauto e’ stato suonato ‘Hymne’ di Vangelis, oppure c’è stato chi, ‘armato’ di tastiera ha messo su un breve miniconcerto, in Sicilia.

Sono spuntati anche violini, flauti e addirittura l’oud, uno strumento cordofono, membro della famiglia dei liuti a manico corto. Insomma un flash mob sonoro che ha rallegrato gli animi di un Paese isolato ma, forse, ‘grazie’ al coronavirus, un po’ più unito. Come scrive un utente di Facebook, “Da Grumo Appula, Bari, un abbraccio a tutta Italia: noi ce la faremo”

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