L’Europa su Marte: Exomars 2022

L’Europa su Marte: Exomars 2022

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

L’Europa andrà su Marte, ma non quest’anno. La missione Exomars, la cui partenza era attesa a breve, slitta al 2022. Bisogna infatti ripetere alcuni test per verificare che tutte le componenti del modulo di discesa e del rover rispondano al meglio: per andare sul pianeta rosso non ci possono essere errori. Finora ad atterrare su Marte c’è riuscita solo la Nasa, l’arrivo sulla sua superficie non è una cosa semplice. Exomars, missione dell’Agenzia spaziale europea in collaborazione con la russa Roscosmos, vede una grande partecipazione italiana a livello industriale e scientifico. Il primo segmento della missione risale al 2016, quando il lander Schiaparelli tentò l’atterraggio, mancato per poco.
Di tutti questi aspetti abbiamo parlato con  Raffaele Mugnuolo dell’Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’Agenzia Spaziale Italiana.A partire dallo slittamento della partenza.


 
“Non c’è stato un evento particolare- chiarisce Mugnuolo- E’ che per arrivare al lancio bisogna essere pronti un certo numero di mesi prima, tutte le componenti di cui è fatta la missione devono superare delle revisione. Se ci sono degli aspetti non ancora consolidati vanno chiariti. L’arrivo sulla superficie di Marte non è una cosa semplice. Solo la Nasa ci è riuscita finora ad arrivare correttamente sulla superficie. Sarebbero bastati due o tre mesi di tempo, purtroppo la data di lancio non è variabile”.
 
La prossima possibilità di partenza per Exomars non ci sarà prima di 780 giorni. 
 
“La finestra di lancio si determina in base alla posizione reciproca dei due pianeti. Va considerato che i due pianeti si muovono a velocità diverse e hanno anche un periodo intorno al Sole diverso- spiega Mugnuolo all’Agenzia Dire-, Marte ci impiega 26 mesi per fare un giro intorno al Sole, la Terra circa la metà, bisogna trovare il momento in cui entrambi sono in opposizione rispetto al Sole, entrambi dalla stessa parte. E c’è un momento in cui sono alla distanza minima. Quella è la finestra di lancio, così il viaggio dura il meno possibile“.
 
L’emergenza Coronavirus non ha influito sul rinvio, determinato già a partire da alcune constatazioni dei mesi scorsi, ma è vero che, se anche il cammino di Exomars fosse proseguito secondo la tabella di marcia, uno stop sarebbe stato comunque altamente probabile. 
 
L’industria ce l’ha messa tutta, racconta Mugnuolo, mettendo in campo forza lavoro su tre turni al giorno sette giorni su sette, ma non è bastato. per andare su Marte non sono concesse approssimazioni, deve essere tutto perfetto.
 
Exomars, lo ricordiamo, porterà sul pianeta rosso un trapano italiano realizzato da Leonardo che, per primo, perforerà la superficie marziana.
 
“L’Italia intanto è il Paese che ha contribuito maggiormente finanziariamente. In base al ritorno geografico significa che l’investimento è tornato in termini di lavoro alle industrie italiane, in particolare Thales Alenia”.
 
L’attenzione mondiale è già stata puntata su Exomars nel 2016, quando il lander Schiaparelli tentò l’atterraggio. L’operazione venne letta mediaticamente come un fallimento, ma in realtà è stata un’impresa importante che ha permesso di acquisire informazioni fondamentali in vista del 2022.
 
“Nel nostro ambiente è considerato un successo. Già essere arrivati nell’atmosfera marziana con la giusta angolazione dopo sei mesi è un successo. Schiaparelli era un dimostratore, ci sta anche l’errore, come in tutti gli esperimenti. In questa nuova missione, facendo tesoro di quello che è successo precedentemente si sta prendendo la via per cui tutte le incertezze devono essere rimosse” al 100%.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it