Didattica a distanza: In aree interne servono infrastrutture

Didattica a distanza: “In aree interne servono infrastrutture”

Intervista alla preside dell'istituto 'Cillario-Ferrero' di Alba
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ALBA (CUNEO) – “Sono soddisfatta del lavoro che stiamo facendo. Peraltro, è perfettamente in linea con la nota del ministero che, ieri, ci ha chiarito alcuni punti operativi”.

Così a diregiovani.it Paola Boggetto, dirigente scolastico dell’istituto superiore ‘Cillario-Ferrero’ di Alba. Una scuola grande, 1050 studenti tra corsi diurni e serali, con tre sedi, in un territorio esteso e a tratti isolato quali sono le Langhe, di cui due in aree interne nelle località di Cortemiglia e Neive.

“Avevamo un certo anticipo- racconta ancora la dirigente- perché da diversi anni usiamo la piattaforma Classroom. Tutti gli allievi quindi avevano già un loro account. Ogni coordinatore stila un planning settimanale, e questo è stato deciso ancor prima della circolare. Certo che è un apprendere diverso però i docenti stanno facendo videolezioni, con due tre ore di diretta ogni mattina, e stiamo proponendo esercitazioni pratiche. Per chi fa attività di laboratorio è sicuramente più complicato ma ci stiamo attrezzando, i nostri studenti dell’enogastronomico per esempio stanno condividendo loro video di preparazione di ricette. Diciamo che si sono evidenziati aspetti che finora non erano emersi. C’è buona interazione tra tutte le componenti della scuola. La prossima settimana, poi, attiveremo i consigli di classe per accordarci sui materiali e inviteremo anche i rappresentanti dei genitori per rilevare il loro punto di vista”.

Per le valutazioni, spiega poi, hanno iniziato a usare Kahoot, un generatore di quiz che favorisce lo sviluppo della strategia di ‘gamification’ nella didattica:

“Siamo d’accordo col ministero sulla necessità di cominciare con valutazioni periodiche e frequenti. Visto che la chiusura si stava prolungando, infatti, noi abbiamo avviato anche una fase di valutazione perlopiù formativa. Ci serve per fare il punto sull’apprendimento degli alunni, solo alcuni danno voti, in generale prediligiamo indicatori quali la partecipazione, l’interesse e la puntualità nelle consegne”.

Energia, inventiva e spirito di squadra alla ‘Cillario-Ferrero’, dunque. Tuttavia, la dirigente non nasconde la complessità della situazione:

“Siamo riusciti a raggiungere quasi tutti i ragazzi, ma ci sono alcuni studenti con problemi economico-sociali o disabilità per i quali gli insegnanti di sostegno stanno facendo un lavoro immane. Ho chiesto ai coordinatori di stabilire quanti non siamo riusciti a raggiungere e li contatterò telefonicamente”.

In comune con tutte le scuole che sorgono in aree interne, i problemi che ha la comunità di questo istituto sono di tipo strutturale: 

“È abbastanza normale qui avere problemi di instabilità della connessione. Inoltre quasi tutti i ragazzi hanno uno smartphone ma alcuni non hanno un computer o lo devono condividere. Per facilitarli proveremo a fare meno dirette. Però ci serve una connessione più rapida, magari con schede sim, e tablet. Mi sto muovendo con il Rotary ma utilizzerò anche i fondi ministeriali. La verità è che solo con una infrastruttura adeguata riusciremmo a interagire coi ragazzi e ne abbiamo davvero bisogno”.

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