Coronavirus: diario di bordo del 'Mattioli di 'Vasto'

Coronavirus: diario di bordo del ‘Mattioli di ‘Vasto’

L'articolo di una studentessa sugli impatti sociali della pandemia
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ROMA – Un diario di bordo per raccogliere riflessioni e sensazioni sul periodo che stiamo vivendo. È l’idea della redazione di studenti e studentesse del ‘Mattioli’s Chronicles’, il giornale scolastico del liceo ‘Mattioli’ di Vasto.

“Come redazione abbiamo deciso di dare vita a un diario di bordo che raccoglie pensieri, impressioni, approfondimenti in merito alla difficile situazione che stiamo vivendo- spiega Mariasole Desideri, del quarto anno di liceo scientifico- anche io ho deciso di scrivere un articolo, concentrandomi sulla situazione dell’epidemia da un punto di vista psicologico”.

L’articolo di Mariasole si interessa infatti, in modo molto approfondito, alle dinamiche sociali sbagliate che possono attivarsi in risposta a un sentimento di panico incontrollato:

“Allargando il campo di osservazione- scrive Mariasole- alcuni comportamenti di massa di incetta di viveri e oggetti percepiti come salvifici (mascherine e disinfettanti), per fortuna meno frequenti di quanto si pensi, raccontano di memorie manzoniane di assalto ai forni o di follie collettive che abbiamo potuto osservare solo in alcuni film catastrofici americani”.

La riflessione si concentra poi sullo stigma sociale, mettendoci in guardia da questo particolare meccanismo discriminatorio, ancora più pericoloso nei periodi critici di una pandemia, come ci ha insegnato l’epidemia da HIV:

“Lo stigma sociale, nel contesto della salute, è l’associazione negativa tra una persona o un gruppo di persone che hanno in comune determinate caratteristiche e una specifica malattia. In una epidemia, ciò può significare che le persone vengono etichettate, stereotipate, discriminate, allontanate e/o sono soggette a perdita di status a causa di un legame percepito con una malattia. Perché si sta espandendo? I motivi sono tre: è una malattia nuova di cui si sa ancora poco; le persone hanno spesso paura dell’ignoto; ed è facile associare questa paura agli ‘altri'”.

Oltre ad innescare un meccanismo discriminatorio di emarginazione sociale, la stigmatizzazione ha anche un’influenza negativa sulla propagazione stessa del virus, come sottolinea Mariasole:

“Creare questo clima, avverte l’Oms, potrebbe addirittura contribuire ad aggravare la diffusione del virus. La paura di essere socialmente emarginati e stigmatizzati, infatti, potrebbe spingere le persone a negare i primi sintomi clinici e non cercare cure mediche tempestive”.

“Perché ho scritto questo articolo?– si chiede Mariasole- Perché c’è molta disinformazione che poi si manifesta nei comportamenti che una persona assume in caso di emergenza. Penso che la cosa più importante da fare in questi casi sia ragionare, e non si può ragionare non conoscendo la verità delle cose”.

Il link all’articolo della studentessa: lascuolafanotizia.diregiovani.it

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