Coronavirus. Bergamo, supporto alla scuola per affrontare dolore e paura

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BERGAMO – 1450 tra alunni e alunne, 180 docenti, 10 plessi scolastici. Esistono paesi che hanno una popolazione inferiore a quella dell’istituto comprensivo ‘Solari’ di Albino in val Seriana. La provincia di Bergamo è una delle zone a più alta densità di contagi da coronavirus. Numeri incerti, stime, che raccontano purtroppo una vicinanza a malati e deceduti che, ad Albino, ha raggiunto presto un “livello emotivamente insostenibile”, racconta a diregiovani.it la dirigenza dell’istituto ‘Solari’. Da qui il bisogno di aiuto e la richiesta al ministero dell’Istruzione, dopo che la didattica a distanza era partita, “per ridare centralità alla relazione e non alla prestazione”.

Nessun problema con la tecnologia, anzi, la scuola era molto ben attrezzata; le lezioni si sono interrotte quando si è sgretolato l’equilibrio nelle famiglie di alunni e docenti. Nei giorni di questa “tragedia- commenta ancora la dirigenza- la scuola deve esserci come riferimento sicuro ma in punta di piedi, come luogo a cui tornare, felici”.

L’apparentemente semplice ma coraggiosa richiesta di aiuto ha messo in moto una task force di cui potranno beneficiare anche tutti gli istituti della valle che ne chiederanno l’attivazione e non solo. La direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione del ministero dell’Istruzione ne è alla guida. A prestare i loro servizi, viale Trastevere ha chiamato la Società Italiana di Pediatria, l’Istituto di Ortofonologia di Roma, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Alessandria ‘Maurizio Carandini’ che svolge incarichi da consulente ministeriale per le emergenze e l’agenzia di stampa Dire-Diregiovani. 

Il supporto per studenti, famiglie e docenti sarà fornito dai pediatri della Società Italiana di Pediatria e dagli esperti e psicologi dell’Ido che grazie al progetto ‘Ido con Voi’ hanno messo a disposizione di tutti un servizio di ascolto dirette e delle video lezioni specifiche per bambini con disturbi specifici dell’apprendimento e le loro famiglie; sempre l’Ido ha inoltre potenziato lo sportello d’ascolto online per garantire il servizio, che veniva svolto nelle scuole aperte, per rispondere ai dubbi e alle preoccupazioni di ragazzi e adulti nonchè video che affrontano tematiche connesse al momento che tutti stanno vivendo.

Il professore Carandini, invece, sta conducendo sessioni di confronto e consulenza con i docenti e, tramite il sito dell’istituto ‘Valenza’, mette a disposizione materiali e consigli per attività pratico-manipolative, ludiche e laboratoriali nei campi della musicoterapia e dell’arteterapia. Infine, Diregiovani- che ha lanciato il progetto ‘Lontani ma vicini’- propone lezioni di giornalismo agli studenti, live e da remoto, per incoraggiarli a raccontare, in modo corretto, il loro mondo interiore ed esteriore, ad esempio col concorso idee ‘Lontani ma vicini’. “Non abbiamo il tempo di pensare se agire, il tempo è adesso. La gente che muore, e soprattutto quella che vive, non ha questo tempo”, ha commentato Carandini parlando con diregiovani.it. 

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