Coronavirus. Codacons contro la raccolta fondi di Fedez e Chiara Ferragni

Coronavirus. Codacons contro la raccolta fondi di Fedez e Chiara Ferragni

Le parole del rapper
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ROMA – Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori si è scagliato contro la raccolta fondi  lanciata da Fedez e Chiara Ferragni, attraverso GoFundMeper l’apertura del nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele. Un’operazione benefica messa in atto per aumentare il numero dei posti letti, troppo pochi in questo momento difficile per l’Italia. Milioni di persone hanno sostenuto i Ferragnez, ma non il Codacons.

Sulla raccolta fondi avviata da Fedez e Chiara Ferragni, che avrebbe portato all’apertura di un nuovo reparto di terapia intensiva presso l’ospedale San Raffaele, il Codacons vuole vederci chiaro. Chiediamo all’ospedale di precisare se i lavori siano stati eseguiti effettivamente con i soldi raccolti attraverso l’iniziativa di solidarietà lanciata dalla coppia, o se la struttura abbia anticipato di tasca propria le spese per il nuovo reparto, in attesa di ricevere i fondi promessi – si legge sul sito Codacons – E’ necessario fare chiarezza nell’interesse di chi, in buona fede, dona soldi per aiutare la sanità italiana, ed è giusto che sia reso noto quanto dei soldi raccolti da Fedez e Chiara Ferragni sia stato già elargito al San Raffaele ed effettivamente speso, e quanto invece rimanga in mano ai privati. Ciò anche alla luce dell’intervento dell’Antitrust che pochi giorni fa ha disposto un intervento in via cautelare proprio nei confronti del sito web www.gofundme.com usato da Fedez e la Ferragni per il nuovo reparto al San Raffaele di Milano, in relazione alla presenza di costi nascosti connessi alle transazioni con carte di credito e debito e alla commissione facoltativa impostata automaticamente sulla cifra del 10%. I soldi pagati dagli utenti per tale commissione al 10% devono essere immediatamente restituiti ai cittadini (ipoteticamente 400.000 euro incassati dal fondo e 116.000 euro di spese carte di credito), e parte ora un nuovo esposto del Codacons all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Milano in cui si chiede di bloccare tutte le raccolte fondi ingannevoli o che applicano commissioni nascoste o equivoche agli ignari donatori“.

FEDEZ RISPONDE SU INSTAGRAM ALLE ACCUSE DEL CODACONS 

Fedez non ci sta e risponde alle accuse del Codacons attraverso le storie di Instagram. “Sul loro sito ufficiale hanno avviato una campagna per supportare il Codacons contro il Coronavirus”, ha dichiarato Fedez. Invece, i soldi vanno direttamente al Codacons, che non si occupa di Coronavirus. In più lo slogan (della raccolta fondi, ndr) è ‘fateci la donazione così risparmiate sulle tasse’. E questa – ha continuato il rapper – sarebbe un’associazione parastatale, che dovrebbe tutelate i consumatori? Io boh! La loro proposta è quella di bloccare i milioni di euro che sono stati raccolti per gli ospedali pubblici: io sono allibito, qualcuno li fermi. Ancora prima dell’anti-trust, come giustamente sta facendo, abbiamo chiesto a GoFundMe di prendere una parte di profitto e di girarlo agli ospedali colpiti dall’emergenza. Siamo riusciti a tirare su 250mila euro che GoFundMe ha deciso di darci e che abbiamo destinato all’ospedale di Bergamo, di Cremona e al Policlinico di Milano. E adesso adesso un’associazione riconosciuta da tutte le istituzioni italiane propone di buttare nel cesso milioni di euro raccolti per gli ospedali pubblici? E intanto loro fanno una campagna spacciata per aiuto quando in realtà i soldi vanno a loro che si occupano della tutela dei consumatori che con il Coronavirus non c’entrano un ca**o. Ma stiamo scherzando?!”.

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