Servizio civile, 3200 volontari scendono in campo per portare aiuto

Servizio civile universale, 3200 volontari scendono in campo per portare aiuto

Nell'ambito dell'iniziativa #distantimauniti, sono tantissimi i ragazzi che hanno deciso di dare una mano a chi ne ha più bisogno. Ecco le loro storie
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ROMA – In questi giorni di quarantena, dove il numero dei morti e dei nuovi contagi a causa del Coronavirus non è incoraggiante, c’è chi ha deciso di non fermarsi e di dare una mano a chi ha più bisogno di aiuto: loro sono i volontari del servizio civile universale che ogni giorno si danno da fare per le comunità.

Potevano scegliere di rimanere a casa, invece più di 3.200 giovani hanno aderito  a progetti ed attività utili a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Sempre attenti a proteggere sé stessi e gli altri con ogni misura di precauzione necessaria e nel rispetto delle regole, #distantimauniti.

Per questo, sui canali social del Dipartimento per le Politiche giovanili e il servizio civile universale è iniziato il racconto del loro impegno. Le prime storie sono quelle di  Chiara Consati, Khrystyna Novitska, Lorenzo Barbieri, Serena Pagnoncelli e Suzana Spini sono volontari del serviziocivileuniversale della Croce Bianca di Milano, impegnati in questi giorni nella gestione dell’emergenza coronavirus. Giovanissimi – tra i 19 e i 23 anni – sono entrati in punta di piedi in questa realtà e da subito sono stati travolti da un turbinio di emozioni. Sono convinti della scelta fatta e sottolineano: “Queste emozioni ci hanno permesso di prendere la decisione di continuare a svolgere la nostra attività in Associazione come volontari del #serviziocivileuniversale nonostante la situazione attuale che stiamo vivendo; la paura c’è, non lo neghiamo, ma crediamo che il nostro aiuto sia indispensabile a tante persone che si trovano in difficoltà e anche all’Associazione stessa”.

E poi ancora c’è la storia di Francesco Canarezza, 29 anni. Lui è un volontario del serviziocivileuniversale impegnato con CESC Project che ha deciso di continuare la sua attività di ortoterapia presso il Centro Sereni dell’Opera Don Guanella di Perugia, dove ci si occupa di riabilitazione ed assistenza a persone con disabilità. A causa dell’emergenza in corso il progetto di servizio civile era stato temporaneamente sospeso, ma grazie alla disponibilità di Francesco l’assistenza agli ospiti del centro è ripresa, dopo aver valutato tutte le misure adeguate da adottare. Qui la sua storia

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