Lessico antivirus creato da alunni IC Quezzi

Lessico antivirus creato da alunni IC Quezzi

Idea lanciata dalla docente Annalisa Margarino
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ROMA-  “Credo che la scrittura sia un canale prezioso per rimanere uniti e conservare interconnessioni che vadano al di là del web e se insieme, alla fine, avremo realizzato il progetto sarà un bel modo per conservare la memoria del percorso di questi mesi”. A parlare è la professoressa di religione dell’istituto comprensivo di Quezzi (Genova) Annalisa Margarino che in queste settimane di quarantena ha lanciato per gli studenti, i colleghi docenti e i genitori degli alunni della scuola il progetto ‘Lessico antivirus’.

Ciascuno sceglie una lettera che sia l’iniziale di una parola significativa per questo periodo e la può usare come spunto per una riflessione, un racconto, un vissuto. Non deve essere necessariamente individuale, può essere anche frutto di una collaborazione con la famiglia, c’è spazio per tutti e tutto. Un modo per sentirsi più vicini e vivere insieme questo tempo. L’obiettivo è quello di mettere in moto l’immaginazione e abbattere, simbolicamente, ogni muro, da quelli domestici a quelli dentro la nostra testa, che sono i più opprimenti.

I contributi dei bambini sono tanti come quello di Emanuele, terza media, che nel dubbio su quale lettera scegliere ha creato un intero ‘abbecedario’. Un viaggio alfabetico nei giorni del contagio dove la ‘G’, tanto per citare qualche esempio, rappresenta la “guarigione, in cui tutti speriamo”, scrive Emanuele, mentre la ‘I’ indica gli “instancabili infermieri, gli eroi di oggi” e la ‘M’ “i medici, i nostri supereroi!”. Senza dimenticare la ‘L’ di “lavatevi sempre le mani”, o la ‘N’ come “non baciatevi più: che tristezza” o ancora la ‘S’ di Skype, “perché ormai a scuola ci andiamo così e non più in autobus”.

Si accontenta invece di una sola lettera, la ‘Z’, Sofia, seconda media, che dedica la sua riflessione alla parola “zonzo”. “Io adoro andare a zonzo. Con la mamma, con papà, con tutt’e due, con gli amici- scrive Sofia – io di solito ubbidisco abbastanza, questa volta però faccio tanta fatica a farlo ma lo devo fare. Solo così, dicono, riusciremo a sconfiggere questo virus”. 

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