La fotografia per elaborare la quarantena

La fotografia per elaborare la quarantena

Il progetto ideato da Mario Cusimano docente dell'iis Einaudi di Roma
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ROMA – Un progetto fotografico per stimolare la creatività dei ragazzi e spingerli ad interrogarsi sul momento storico che stiamo vivendo. Si chiama ‘La Quarantena’ e nasce da un’idea originale di Mario Cusimano, docente di scienze e tecnologie applicate dell’IIS ‘Einaudi’ di Roma, che ha coinvolto gli studenti e le studentesse di due classi del secondo anno in un progetto fotografico collettivo, rigorosamente a distanza.

“Considerando questo periodo estremo che stiamo vivendo tutti- spiega Mario Cusimano- ho proposto a due classi dell’indirizzo grafica e comunicazione di partecipare a un lavoro di carattere introspettivo; agli studenti è stato chiesto di rappresentare tramite la fotografia il loro stato d’animo durante questo periodo di quarantena e lasciare così una memoria visiva del momento così drammatico che stiamo vivendo”.

I ragazzi e le ragazze sono quindi stati spinti a elaborare, in totale libertà, un’immagine che potesse lasciare una traccia, intima ed emotiva, di questo momento così particolare.

“I ragazzi sono stati lasciati volutamente liberi di interpretare e comunicare il loro messaggio in completa autonomia- continua Cusimano– e hanno prodotto una serie di immagini che, considerata soprattutto la loro giovanissima età, hanno il dono della verità e dell’immediatezza e possono offrire uno sguardo diretto sul loro mondo in questo periodo così delicato della loro crescita, in una fase storica della nostra società. I lavori realizzati spaziano dal mostrare momenti della vita quotidiana a elaborazioni più concettuali, dalla noia alle piccole gioie della giornata, dalla tristezza a riflessioni intime e a volte dissacranti”.

Ma il progetto non si è fermato qui. Per approfondire ancora il livello di introspezione, ai ragazzi e alle ragazze è stato chiesto di scrivere un testo a partire dalle fotografie scattate. Grazie alla partecipazione di Angela Telesca, la docente di italiano che ha curato questa fase, il progetto e’ diventato quindi interdisciplinare ed ha spinto gli studenti ad interrogarsi su qualcosa di fondamentale anche per il loro percorso formativo: il rapporto fra immagini e testo.

“Ispirandosi alle foto scattate– continua Mario Cusimano- è stato chiesto agli studenti di scrivere un breve testo per accompagnare le immagini e raccontare così tramite la scrittura ciò che vivono in questo momento e come lo vivono. Anche in questa fase gli studenti hanno avuto massima libertà espressiva con l’unico vincolo di attenersi alla fotografia precedentemente realizzata. Sono stati liberi di comporre poesie, versi, tracce musicali, riflessioni personali, lettera, diario, breve racconto reale o fantastico o umoristico”.

Il risultato è un caleidoscopio di immagini e testi che offrono una chiave interpretativa, originale e spontanea, delle aspettative, delle riflessioni e delle sensazioni che stanno vivendo i ragazzi di una fase dello sviluppo così preziosa come l’adolescenza.

“Immaginate cosa significa per un ragazzo di quattordici o quindici anni ritrovarsi di colpo in questa situazione- continua Cusimano- non hanno neanche avuto il tempo di elaborare quello che succedeva. Con questo progetto abbiamo cercato di spingerli a guardarsi dentro e tirare fuori quello che hanno trovato, servendosi dell’immagine fotografica”.

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