Didattica a distanza, per i bambini le difficoltà aumentano

VIDEO | Didattica a distanza, per i bambini le difficoltà aumentano

Il racconto di una maestra: "Soffrono la lontananza fisica"
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ROMA – “Mi chiamo Massimo, ho 7 anni, e da quando è iniziata la quarantena ho una nuova vita. Tutti i giorni resto a casa con i miei genitori e non vado più a scuola nella mia classe. All’inizio ero contento, ma adesso mi mancano le maestre, i miei amici e a volte mi sento triste”.

L’emergenza sanitaria che sta costringendo a casa tutta Italia è ancora più difficile da affrontare per i bambini, privati della possibilità di vivere e scoprire il mondo che li circonda. Massimo frequenta l’istituto comprensivo ‘Pino Puglisi’ di Roma, che come tutte le scuole primarie, sta avendo qualche difficoltà nella didattica a distanza. Rispetto alle scuole superiori, dove i giovani hanno più dimestichezza con la tecnologia e sono dotati di strumenti propri, per gli insegnanti delle primarie la situazione è diversa.

“Stiamo lavorando moltissimo e con fatica- racconta a diregiovani.it Sofia Morena, insegnante dell’istituto ‘Puglisi’- all’inizio non è stato facile impostare il lavoro e permettere a tutte le famiglie di collegarsi, anche perché molti genitori non hanno computer o connessioni sufficientemente veloci- continua la maestra- Ma la difficoltà maggiore è stata quella di raggiungere i bambini e tranquillizzarli, perché i piùù piccoli hanno bisogno del contatto fisico con l’insegnante. Ma adesso le cose sono migliorate”.

L’insegnante registra video in cui racconta favole e chiede ai suoi alunni di farne un disegno o un riassunto, che poi vengono inviati dai genitori alla maestra. Anche per le scuole primarie, quindi, la didattica va avanti con lo strumento delle videolezioni.

“Proseguiamo con gli argomenti del programma, sono cambiate solo le modalità, che non prevedono più il contatto fatto anche di gesti, domande e collaborazione– aggiunge l’insegnante- questa distanza è un muro massiccio che non lascia penetrare le cose più importati della scuola: formare il cittadino e trasmettere attraverso il gioco e la collaborazione reciproca”.

Per l’insegnante, inoltre, la didattica a distanza è selettiva, perché non permette agli alunni con disabilità di avere la giusta assistenza e non permette ai più piccoli di emozionarsi e condividere con gli altri compagni. Ma gli strumenti per abbattere la malinconia ci sono, per questo la classe della maestra Sofia ha realizzato un video con i contributi di tutti gli alunni.

“Vedo le maestre in una classe speciale che si chiama classroom, e da lì posso fare i compiti. Faccio tante videochiamate e uso il tablet per fare i compiti- racconta Massimo nel video- È tutto diverso. Mi mancano le persone che amo. So che tutto tornerà come prima e potremo di nuovo correre ad abbracciarci”.

Ma chi spera di tornare al più presto tra i banchi, sono proprio i docenti.

“Noi insegnanti abbiamo ancora più voglia dei bambini di tornare a scuola– conclude la maestra- Il lato positivo è che questo periodo ci aiuta a riflettere. I bambini, come tutti quanti noi, erano abituati ad avere facilmente le cose. Davamo per scontate tante abitudini che adesso ci mancano. La multimedialità è uno strumento che non può sostituire il nostro pensiero e le nostre riflessioni”.

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