Coronavirus. Roma, preside ic 'Via Nitti': "Scuola e sanità settori più vulnerabili"

Coronavirus. Roma, preside ic ‘Via Nitti’: “Scuola e sanità settori più vulnerabili”

Il commento di Elisamarzia Vitaliano a un mese dalla chiusura
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ROMA – Maggiore chiarezza sulle valutazioni, linee guida sull’esame di terza media e più assistenza per i ragazzi con disabilita’. È quello che chiede la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo ‘Via Nitti’ di Roma, Elisamarzia Vitaliano, a un mese dalla chiusura delle aule per l’emergenza sanitaria Covid-19 che ha costretto gli istituti di tutta Italia a rimodulare la propria didattica in modalità e-learning.

“Capisco le difficoltà perché siamo tutti in una situazione difficile, ma bisogna definire i vari scenari possibili- ha commentato la dirigente all’agenzia di stampa Dire- magari coinvolgendo di più chi sta alla base, come noi dirigenti, che tutti i giorni ci confrontiamo con i problemi di questa didattica a distanza, e oramai ci siamo fatti la nostra idea su quello che va e quello che andrebbe cambiato. Questa emergenza ci ha fatto capire che sanità e scuola sono i settori più vulnerabili di questo Paese”.

L’istituto ‘Via Nitti’, nel quartiere romano di Collina Fleming, non si trova di certo in una zona svantaggiata. Eppure i problemi non mancano, come racconta la dirigente:

“Immagino quanto possa essere difficile per le scuole in territori svantaggiati. Noi abbiamo qualche ragazzo senza tablet, e stiamo provvedendo a fornirgli i computer della scuola, ma il vero problema è la gestione degli alunni con disabilità, che pure nel mio istituto sono una percentuale bassissima”.

Se infatti la didattica a distanza va avanti senza particolari intoppi negli istituti superiori, diverso è il caso delle scuole primarie o secondarie di primo grado. E ancor più difficile è portare avanti la formazione di uno studente con disabilità. Senza la figura degli Oepa (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione)

“gli insegnanti di sostegno sono persi, e ci sono bambini che non vengono seguiti da nessun assistente sociale– afferma la dirigente scolastica- non siamo medici, ma in questo momento anche noi stiamo tutelando un diritto fondamentale, quello all’istruzione, e lo stiamo facendo con grande sforzo”.

Ma da parte di famiglie, docenti e studenti, il riconoscimento c’è.

“Ogni giorno ricevo messaggi di incoraggiamento e congratulazioni da parte dei genitori– continua Elisamarzia Vitaliano– cerchiamo di seguire la didattica tenendo traccia di chi si connette e chi svolge i compiti che gli vengono assegnati, valutando il percorso di ogni ragazzo, anche se per i bambini non è semplice”.

I più grandi, invece, sono preoccupati per l’esame di terza media, sul quale ancora il ministero dell’Istruzione non ha fornito indicazioni precise. L’unico elemento positivo, secondo la preside, è l’irruzione della tecnologia nella didattica, una novità che faceva paura, ma

“questa volta non abbiamo avuto tempo di pensare, è stata una terapia d’urto ed è stata positiva, anche se la bellezza di una mano alzata non può essere sostituita da nulla. La didattica è vita e passaggio di emozioni”, aggiunge.

L’istituto continua ad essere aperto due giorni a settimana per garantire i servizi fondamentali, ma

“la tristezza della scuola vuota è infinita, quando torneremo già sogno di organizzare una grande festa in vista della riapertura– afferma la dirigente- ritroverò i miei studenti più ricchi di un bagaglio di esperienze da tirare fuori. Spero che per loro non sia stata solo un’esperienza traumatica ma soprattutto un’occasione per riconquistare lo spazio della famiglia, che ai nostri ragazzi mancava”. 

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