Faccio quello che mi pare. La libertà di Achille Lauro in "16 marzo"

Faccio quello che mi pare. La libertà di Achille Lauro in “16 marzo”

Ascolta il brano adesso disponibile su tutte le piattaforme
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ROMA – Achille Lauro ne ha fatta di strada per arrivare a quello che è oggi. Il rapper, passo dopo passo, si è catapultato in un presente fatto di libertà e arte e il singolo fuori oggi ne è la prova. È su tutte le piattaforme “16 marzo”, il brano scritto nei primi giorni di quarantena in un Airbnb di Roma, poche ore prima che l’Italia si chiudesse in un serrato lockdown.

“16 marzo” è una power ballad, che ci regala un Lauro al pieno della sua forma espressiva. Il 29enne canta l’amore, quello perso e da ritrovare, in un flusso di coscienza che prende spunto dal cantautorato italiano e a Vasco Rossi su tutti. A far da ciliegina sulla torta un ritornello impossibile da dimenticare già dal primo ascolto. 

Achille Lauro, dopo aver sdoganato la samba trap e aver portato un rock destabilizzante e look stupefacenti sul palco del Festival di Sanremo, si prende ancora una volta il suo spazio con un pezzo che non è uguale a niente di quello fatto prima nella sua produzione. Lauro dimostra sempre più di voler abbattere le convenzioni, pubblicando un pezzo che, forse, nessuno di sarebbe aspettato.

“16 marzo” è, tra l’altro, il primo brano che il rapper fa uscire per ElektraRecords/Warner Music, l’etichetta di cui è direttore creativo. Un traguardo questo che è un’altra delle sue vittorie. 

“16 marzo”, nata e concepita con un team riunito a distanza, è, quindi, non solo un semplice brano ma la dimostrazione che quando si vuole ardentemente una cosa alla fine la si ottiene!

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