Fondazione Picchio: "Attenzione, cresce violenza online"

Fondazione Picchio: “Attenzione, cresce violenza online”

278 segnalazioni da adulti in difficoltà per i quali è stata creata una guida
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MILANO – “Nelle ultime settimane abbiamo gestito molti casi, quasi 300. La sorpresa, anche per il nostro centro studi, è però legata alla platea delle domande pervenute, che conta molti adulti in difficoltà”.

È l’allarme lanciato da Paolo Picchio e Ivano Zoppi, rispettivamente padre di Carolina Picchio e segretario generale della fondazione dedicata alla prima vittima italiana di cyberbullismo. 145 segnalazioni di casi cyberbullismo contro minori, 74 contro docenti, 23 di sexting, 11 di revenge porn e 25 gruppi telegram che inneggiano alla violenza contro le donne o all’interruzione delle lezioni. Nel mese di marzo, questi sono i numeri raccolti dalla fondazione Picchio che fotografano il volto oscuro della quarantena vissuta online. Per sostenere giovani e famiglie, la fondazione Picchio ha realizzato, grazie agli esperti di ‘Pepita onlus’, una ‘Guida ai genitori’:

“Uno strumento utile per una comprensione generale dei principali social, dell’età minima per l’iscrizione e delle loro policy, con i relativi rischi ed opportunità- spiegano dalla fondazione- Una panoramica sui principali videogame, ormai quasi tutti online, che tanto mettono a rischio i nostri ragazzi. Le chat di gruppo che stanno spopolando, ma anche gli elementi normativi e giuridici della vita online. Infine un glossario per facilitare la consultazione”.

“Insegnanti e genitori si trovano ora depotenziati di quei topos educativi rappresentati dagli istituti scolastici, dagli oratori e dalle associazioni sportive, deputati a trasmettere regole chiare nei contesti dedicati alla formazione e all’apprendimento- aggiungono dalla fondazione che ha portato all’introduzione nel codice penale del reato di cyberbullismo- i I nostri educatori e i nostri volontari sono consapevoli della colossale sfida educativa che ci troveremo davanti quando l’emergenza allenterà la morsa. Una sfida che possiamo vincere soltanto attraverso un rinnovato patto tra famiglia, istituzioni scolastiche e media company. Stiamo lavorando per questo”.

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