Maturità, studenti lombardi: "Diamo spazio all'attualità"

Maturità, studenti lombardi: “Diamo spazio all’attualità”

Al Ministero chiedono informazioni tempestive: "Temiamo di sentirci incompiuti"
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MILANO – “Sono favorevole alla minimizzazione dell’Esame di Stato” dichiara Matteo, maturando di un istituto superiore di Cremona, che in qualità di presidente della consulta provinciale chiede al ministero dell’Istruzione maggiore chiarezza nel comunicare i prossimi passi.

“Voglio anche sperare che l’orale si potrà fare in presenza- si augura Matteo, pur consapevole degli obblighi normativi per il contenimento del coronavirus e delle risorse per la didattica digitale stanziati da viale Trastevere– sia perché online è più facile barare, sia per agevolare chi ha problemi di connessione”.

“La commissione composta solamente da interni è la scelta giusta- gli fa eco Gaia, studentessa di liceo scientifico a Milano, che rimarca la necessità di chiarezza e trasparenza– perché solo i nostri professori conoscono bene il programma che è stato svolto all’interno della singola classe. Per come stanno procedendo le cose, mi viene da pensare che non torneremo a scuola e che quindi si farà solamente l’orale. Credo che ora come ora un pensiero comune tra gli studenti di quinta sia che ormai sono terminati i loro giorni a scuola insieme ai propri compagni e che questa maturità non verrà affrontata purtroppo tutti insieme”.

“È come se fossimo incaricati della preparazione di una grande festa, con moltissimi ospiti e che potrà rimanere immortalata nella storia dai giornali, e poi, poco tempo prima, moltissimi disdicessero e il grande evento diventasse una festicciola”, esemplifica un po’ amareggiato Riccardo, altro maturando milanese.

Sulla stessa linea d’onda, tra il simbolico e il pratico, un compagno omonimo:

“Mi trovo in uno stato di incertezza quando mi si palesa l’evenienza di condurre questo evento così importante nella vita di uno studente dinanzi ad uno schermo: di fatto tutto viene modificato e le complicazioni aumentano, non tutti hanno confidenza con la tecnologia né possono accedere ad un dispositivo elettronico o ad una connessione internet stabile”.

La semplificazione dell’esame li consola, è il pensiero unanime, ma l’altro lato della loro medaglia è il timore di uscire dalle superiori sentendosi incompiuti; avremo tutti acquisito più conoscenze e competenze possibili? È ciò che si domandano. Molto ragionata, infine, è la posizione di Daniele, maturando di liceo classico a Milano.

“Lo svolgersi del solo colloquio orale credo sia la formula migliore- spiega Daniele, intimamente convinto che uno studente debba essere valutato soprattutto per il percorso quinquennale– Siamo in quinta, siamo abituati a parlare e abbiamo un bagaglio di competenze tali per poter svolgere serenamente un buon orale; inoltre, la didattica a distanza è un ottimo pretesto per migliorarci e prepararci. Certo è che mi piacerebbe che l’orale si concentrasse meno sull’apprendimento dello studente e più sulla capacità di ragionamento e di collegamento extradisciplinare, su quanto raggiunto dallo studente nel corso del liceo oltre al voto scolastico, su quanto la scuola sia riuscita a dargli quello che spesso è considerato valore aggiunto ma che a parer mio è un valore imprescindibile: il pensiero critico, il sapersi mettere in gioco, il saper conciliare l’impegno scolastico con altri interessi. Spero che, nonostante i tagli al programma, a noi maturandi sarà data la possibilità di ragionare anche di attualità”.

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