Didattica a distanza, CPS Venezia raccoglie opinioni studenti

Didattica a distanza, CPS Venezia raccoglie opinioni studenti

Il sondaggio realizzato dai ragazzi
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VENEZIA – La consulta provinciale studentesca di Venezia vuole ha realizzato un sondaggio sulla didattica a distanza promosso per avere il polso della situazione. In una nota i ragazzi traggono un bilancio di quanto emerso nell’indagine che in meno di 48 ore, ha raccolto l’opinione di quasi 11.000 studenti degli istituti superiori secondari di secondo grado, del territorio. Un sondaggio che dai risultati ha rilevato una forte eterogeneità nella risposta alle nuove pratiche didattiche, creando a volte rilevanti differenze tra chi ha svolto praticamente tutto il programma proposto on line dai docenti e chi invece non lo ha fatto per svariate ragioni, creando di fatto categorie di studenti di serie A e di serie B. Il presidente della consulta, Andrea Bettini evidenzia alcuni dei dati emersi dal sondaggio:

“Il 90% degli studenti ha problemi di rete e due terzi è capitato più del 40% delle volte, pregiudicando l’equità e la adeguatezza della didattica. Leggendo i dati emerge che un 10% degli studenti non è ancora in possesso degli strumenti necessari e un altro 10% ha dovuto acquistare pc, webcam e quanto utile per questa attività a distanza. Gli studenti segnalano altresì, che il 26.3% di loro passa più di 6 ore al giorno davanti ad uno schermo per svolgere lezioni e compiti, ed un’ulteriore 53% tra le 4 e le 6 ore, ed emerge pertanto una situazione problematica per il carico cognitivo generato e la salute degli studenti. In quanto presidente della Cps mi sento vicino, assieme ai rappresentanti di tutte le nostre scuole, agli studenti della città metropolitana, e vorrei rinnovare l’impegno che la consulta sempre porta per rappresentare i bisogni e le necessità degli studenti cercando di agevolare giorno per giorno la loro esperienza didattica. Nelle prossime settimane continueremo a raccogliere la voce dei ragazzi, soprattutto in questa situazione in cui si sta facendo ‘scuola fuori da scuola’- conclude Bettini- L’ottica della tutela dei diritti degli studenti è la nostra prima occupazione perché essi sono il futuro del paese e come tali devono essere considerati”.

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