Covid-19: rinviato Festival 'School in Motion'

Covid-19: rinviato Festival ‘School in Motion’

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ROMA – Il Festival “School in Motion” in programma per il giorno 15 maggio 2020 presso il Museo delle Arti del XXI secolo “MAXXI” di Roma sarà posticipato a causa della grave emergenza epidemiologica, legata all’agente SARS-CoV2, responsabile della COVID-19.

“È solo un rinvio – precisa il Presidente dell’Associazione non profit EMI (Educazione Multimediale Educativa) ed ideatore del Festival, Antonello Capra – ma l’imprevedibilità dell’andamento epidemiologico ed il buon senso ci inducono a pianificare la manifestazione per i primi mesi del 2021. A partire dal prossimo settembre, non appena riceveremo conferma definitiva da parte della Fondazione che ospita l’evento, comunicheremo la data di svolgimento del Festival.”

Prorogati anche i termini per l’invio delle opere a concorso al 19 febbraio 2021. Il regolamento aggiornato può essere visionato sul sito ufficiale del Festival www.schoolinmotion.it e tutti i lavori già iscritti parteciperanno a School in Motion 2021, senza limitazione alcuna.

Da anni, l’ Associazione non profit EMI sostiene l’importanza di un approccio arricchito all’educazione, anche all’interno delle aule scolastiche, pensando ad ambienti in cui si ricorra a linguaggi diversificati, come quello dell’animazione, della gamification, della realtà aumentata. Tale posizione è motivata da diversi fattori che rendono queste strategie di grande efficacia ed attualità. Non si tratta di “educazione con i media”, ma di Educazione e Ricerca pedagogica.

“La contingenza che stiamo vivendo ci dà ragione e ci sprona – continua il Presidente – a ricorrere ad approcci e metodologie innovative, che possano essere veicolati all’interno delle classi tradizionali e virtuali come quelle che i nostri studenti, in questo momento, stanno sperimentando”.

Il Festival “School in Motion”, Primo Festival Internazionale dell’Animazione in ambito educativo, è il punto di raccordo tra creativi e mondo della scuola, per fare in modo che il linguaggio delle animazioni possa contribuire allo sviluppo di percorsi educativi che sfruttino canali differenti dal consueto, utili alla personalizzazione degli apprendimenti, al recupero, al potenziamento, ma anche nei casi di bisogni educativi speciali (BES). Le video animazioni, all’interno di una corretta progettazione educativa, possono essere meravigliose opportunità di apprendimento.

Il Festival ha l’ambizione di far sì che la produzione di tali risorse educative non sia un’esclusiva di poche realtà particellari del territorio, ma che risulti quanto più diffusa, collettiva e partecipata, all’interno di un Progetto sociale per la Scuola di cui l’Italia sia capofila. La collaborazione con vari enti, in primis UCI, Unione Coltivatori Italiani, con il suo Presidente Serpillo, si è instaurata sin da subito in questa ottica, nell’assoluta certezza che l’Istruzione costituisca il caposaldo di ogni Paese. Purtroppo, in rapporto alla spesa pubblica totale, il nostro Paese è ultimo in Europa secondo il rapporto Education at a Glance 2019 dell’OCSE, ed è quintultimo, invece, se si confronta la spesa operata nel campo dell’istruzione con il PIL (3,8% nel 2017, in netta diminuzione rispetto al 4,6 per cento del 2009). Dati che fanno ancor più riflettere alla luce del fatto che l’Italia si conferma, anche nel 2019, come il Paese al mondo con la maggior “influenza culturale” e con il più ricco patrimonio storico.

Un Paese con la nostra storia, con un patrimonio culturale e di tradizioni che spazia in molti e vari ambiti, apprezzato nel mondo per le tante virtù creative, non può guardare al futuro se non investe nell’istruzione delle nuove generazioni, nella conoscenza e valorizzazione di quanto edificato, se l’Italia continua a vivere degli albori del passato, si collocherà inevitabilmente in una prospettiva discendente. L’istruzione è il cardine di una società civile, è il perno intorno al quale un popolo trova solidità e prospettiva di crescita. In questo particolare periodo storico, l’innovazione, il potenziamento e l’arricchimento delle possibilità educative diviene di stringente attualità. Occorre un’azione di sistema, organica e sinergica, già in parte suggerita nella legge 107 in relazione al coinvolgimento di stakeholders, tra il mondo dell’Istruzione e le realtà produttive nazionali ed internazionali, che possa contribuire al miglioramento e all’ampliamento del ventaglio delle possibilità educative. Occorre un’azione di sistema coordinata dal Ministero dell’Istruzione, in un’ottica di rinnovamento di mezzi, strumenti e opportunità scolastiche, in un’epoca in cui l’innovazione offre al mondo dell’istruzione nuove prospettive di studio e analisi.

“A noi non piace parlare di educazione con i media – continua il Prof. Capra – perché questo approccio crea una separazione pregiudizievole a monte rispetto alla cosiddetta ‘educazione tradizionale’, separazione che non ha alcun motivo d’essere, perché i cosiddetti media sono mezzi di comunicazione che, al pari della comunicazione verbale e scritta, risultano caratterizzati da limiti e potenzialità specifiche che vanno adeguate al contesto educativo di riferimento. Ricordiamo che la televisione di stato nasce, nella metà del secolo scorso, sin da subito con un chiaro progetto didattico, divenendo protagonista attiva nel processo di unificazione linguistica, nel tentativo, solo parzialmente riuscito, di recuperare carenze scolastiche, povertà e sottosviluppo culturale in aree svantaggiate e non raggiunte dai servizi scolastici. Con la successiva creazione del dipartimento ‘scuola- educazione’ la missione didattica diviene educativa in senso lato, con una programmazione rivolta alla divulgazione della conoscenza in accezione più ampia. Tuttavia, pochi tra i progetti televisivi didattici furono alla stregua di ‘Non è mai troppo tardi’, con il noto Maestro Manzi, spesso pagando lo scotto di una progettazione inadeguata a garantire un’istruzione a distanza soddisfacente. In quegli stessi anni, in televisione si sperimentavano format diversi che mirarono sempre più alla spettacolarizzazione televisiva, apprezzata e più popolare, finalizzata all’intrattenimento, con la progressiva diminuzione delle trasmissioni educative. Tuttavia, quegli anni sono stati estremamente importanti: gli approcci di produzione che ora sono prassi nell’edutainment derivano dalla sperimentazione di pionieri televisivi come Frank Capra, in ‘The Bell System Science Series’, oppure ricordano programmi come Adventure, Zoo Parade, Science in Action e, per guardare al nostro Paese, Quark di Piero Angela. In molti di questi percorsi è l’integrazione della narrazione con un linguaggio specifico, quello dell’animazione, ad essere una carta vincente, utile a semplificare la trattazione di argomenti anche complessi, catalizzando l’attenzione degli spettatori attraverso forme, immagini e colori che esulano dall’ordinario. La collaborazione tra Angela e Bozzetto, in tal senso, ha contribuito senz’altro al successo di Quark. Chi di noi non conosce ‘Siamo fatto così’ o ‘Esplorando il corpo umano’? Albert Barillè ha da sempre creduto nella potenzialità educativa delle animazioni e noi, umilmente, stiamo cercando di dare seguito alla sua eredità, proponendo di considerare le animazioni quali veicoli di apprendimento utili e stimolanti all’interno dei percorsi istituzionali. A tal proposito oltre al Festival, abbiamo in cantiere il primo corso di formazione dedicato esclusivamente alla video animazione educativa, che sarà realizzato in collaborazione con l’ente Anapia ed erogato dall’Istituto Cartesio. Un corso pensato in duplice veste, 100 ore per i docenti scolastici e ben 300 ore in presenza per chi voglia acquisire competenze professionali maggiori. Contemporaneamente, continuiamo il nostro percorso di ricerca e sperimentazione in relazione a mezzi e strumenti innovativi che possano essere d’ausilio nella produzione di risorse educative, con particolare attenzione alla real-time motion capture in contesti 3D e 2D”.

Un ventaglio di azioni e sperimentazioni che possono offrire oggi alla Scuola una veste educativa ricca, forse impensabile fino a qualche decennio fa. I progressi della tecnologia ci pongono nella fortunata condizione di realizzare percorsi innovativi per l’apprendimento, attraverso la fruizione di risorse educative aperte in lingua italiana, come auspicato dal Parlamento Europeo sin dal 2013, con particolare attenzione alle animazioni, alla gamification, alla realtà aumentata, che nei prossimi anni sarà oggetto della massima attenzione nel settore dell’istruzione e della formazione.

Il processo creativo alla base delle risorse si può attuare con la partecipazione attiva dei laboratori scolastici orientati alla produzione multimediale, già presenti in alcune scuole, ma anche attraverso la collaborazione tra docenti scolastici ed esperti del settore: si consideri, in tal senso, la possibilità di rivitalizzazione di settori come quello dell’animazione italiana stessa, da tempo sofferente nel nostro Paese, uno degli obiettivi dell’Associazione EMI, per il quale ha prestato un impegno attivo e costante negli ultimi anni.

Eventi come il Festival School in Motion, nascono come momenti di proposizione e sintesi tra arti, creatività e mondo dell’Istruzione, esprimono la volontà di un incontro, che ci auguriamo diventi sempre più istituzionale, attraverso il quale specifiche competenze artistiche e professionali possano confluire in un’ALLEANZA PER L’ISTRUZIONE.

Un approccio al fare educazione partecipato e aperto all’innovazione in strumenti, mezzi, strategie comunicative e linguaggi; un ampliamento di prospettiva per la Scuola che si vuole rendere sempre più oggetto di ricerca pedagogica attiva e concreta; una strada che non cambia il ruolo fondamentale del docente, in qualità di regista del percorso educativo, protagonista insostituibile della relazione pedagogica con la classe, primo promotore del successo formativo, ma che può valorizzare la delicato missione che questa particolare categoria lavorativa svolge per la comunità, attraverso una sinergia di azioni che pone al centro il l’arricchimento degli ambienti educativi ed il “fare educazione”.

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