Alessandria, preside istituto 'Saluzzo Plana' scrive a studenti

Alessandria, preside istituto ‘Saluzzo Plana’ scrive a studenti

Il dirigente: "La parola chiave è futuro"
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ALESSANDRIA – “Care ragazze, cari ragazzi, ormai da un mese stiamo vivendo questo momento di difficoltà del Paese dai contorni ancora troppo sfumati e dalla data di termine assolutamente impronosticabile. Inutile dire che la vostra scuola, luogo solitamente chiassoso, è avvolta da un silenzio che mai avrei immaginato di poter sentire”.

Inizia così la lettera che Roberto Grenna, dirigente dell’istituto ‘Saluzzo Plana’ ha scritto in questi giorni per i suoi studenti.

“Posso immaginare- scrive Grenna- che parecchie e parecchi di voi stiano convivendo con casi di positività, dagli asintomatici, agli intubati in rianimazione, ragion per la quale trovo quasi superfluo parlarvi di scuola, istruzione, preparazione, futuro. Non perché un futuro non lo veda o non ci sia, quanto perché oggi siamo chiamati a vivere un presente invadente e difficile da comprendere. Però, esiste un però, che è proprio nella parola futuro. E allora non posso non spronarvi a lavorare quotidianamente per costruire le basi di un domani che, terminato questo terribile periodo, sarà per voi un momento di ripartenza, così come questo è un momento di crescita”.

Una missiva con anche qualche consiglio pratico:

“Ebbene, oltre agli affetti, ci sono la musica, la lettura e la scrittura. Passatempi forse scontati, che troppo spesso ho dovuto lasciare da parte, travolto dal turbine delle questioni della vita di tutti i giorni. Due canzoni, tra le altre mi sento di segnalarvi come adatte a questo contesto: ‘The sound of silence’ di Simon e Garfunkel ma anche la splendida versione dei Disturbed e ‘A che ora e’ la fine del mondo?’ di Luciano Ligabue. Tralasciando il discorso musicale e armonico, leggete i testi”.

Infine il preside si rivolge ai suoi studenti con un altro suggerimento pratico:

“E se siete stanchi, preoccupati, arrabbiati, annoiati, un consiglio mi sento di darvelo: scrivete, scrivete tutto quello che vi passa per la testa. Conservatelo, rileggetelo tra vent’anni e scoprirete cose di voi che oggi non conoscete. Io l’ho fatto, continuo a farlo e non me ne sono mai pentito”.

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