Scuola, una web radio per far sentire i ragazzi meno soli

Scuola, una web radio per far sentire i ragazzi meno soli

L'iniziativa dell'Istituto comprensivo 'Egisto Paladini' di Treia nelle Marche
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ROMA – Se non è possibile abbracciarsi o incontrarsi, allora non resta che ascoltare. Sentire le voci di compagni di classe e professori e riscoprire la magia della radio. È nata per questo la web radio dell’Istituto comprensivo ‘Egisto Paladini’ di Treia, in provincia di Macerata, uno spazio di incontro virtuale a cui affidare riflessioni sulla quarantena ma non solo. Tante infatti sono le rubriche che arricchiscono il palinsesto: dalle interviste impossibili a personaggi storici alle poesie scritte e riscoperte grazie ai primi nonni, dalle recensioni cinematografiche ai racconti di viaggio. Ed è proprio questo il tema centrale del progetto, il viaggio

“un filo conduttore virtuale come contrappasso rispetto alla nostra reclusione– racconta Federico Teloni, docente di matematica e ideatore del progetto- vogliamo far aprire i confini della mente e stabilire un contatto alla pari con i nostri studenti. Perché in radio non ci sono ruoli, siamo tutti sullo stesso piano e dialoghiamo insieme”.

Dopo le prime settimane di didattica online, quindi, il professore ha pensato che non bastasse rimanere in contatto con videolezioni e compiti, ma che ci fosse bisogno di un altro strumento per legare studenti e docenti.

“Così ho pensato di creare una web radio, anche perché sono sempre stato un grande appassionato del genere- ha raccontato a diregiovani.it- catturo l’audio registrato sulle nostre piattaforme online e lo mando nel mixer”.

L’idea è subito piaciuta agli altri insegnanti, grazie ai quali sono nate le varie rubriche: tradizioni del territorio, pillole di sport, approfondimenti sull’Inghilterra e ‘abbracci dal mondo’, una serie di collegamenti internazionali con chi vive fuori dall’Italia. Qualche giorno fa, una studentessa ha intervistato un ricercatore che vive a Buenos Aires.

“I ragazzi di oggi ascoltano poco la radio, ma è uno strumento che ha un grande valore educativo, perché ti insegna ad ascoltare, a differenza degli altri canali- continua il professore- anche alla fine nell’emergenza sanitaria, vorremmo portare avanti questo progetto. Noi insegnanti ci siamo messi in gioco, per noi è una grande occasione per conoscere nuove opportunità tecnologiche”.

La didattica a distanza, quindi, ha stimolato i docenti ad aprirsi a nuove forme di insegnamento, da portare avanti anche alla riapertura delle scuole.

“Le lezioni online possono essere un’ottima alternativa all’assistenza di aiuto-compiti pomeridiana, soprattutto per un piccolo comune come il nostro dove le distanze non sono semplici da raggiungere- spiega Federico Teloni- le videolezioni sono più snelle e concentrate, ma ai ragazzi inizia a mancare la loro quotidianità. Hanno riscoperto il valore della scuola”.

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