Taranto, emergenza educativa si aggiunge a problemi ambientali

Taranto, emergenza educativa si aggiunge a problemi ambientali

Intervista a Vincenzo Stea, dirigente dell'IC 'Vico-De Carolis'
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TARANTO – “All’indomani della chiusura delle scuole in tutta Italia, il nostro istituto si è attivato per garantire la continuità scolastica con i mezzi che avevamo, inizialmente a disposizione. Nonostante la didattica digitale a distanza fosse già ufficialmente attivata, non era obbligatoria e non particolarmente usata, ma devo dire che tutti i docenti si sono dati da fare e si sono mossi bene”.

A raccontarlo a diregiovani.it è Vincenzo Stea, dirigente dell’istituto comprensivo ‘Vico-De Carolis’ di Taranto. Una scuola suddivisa in tre plessi che ospitano le classi dell’asilo, delle elementari e delle medie, per un’utenza complessiva di poco più di mille utenti. Edmodo, Gsuite, il registro on-line sono le piattaforme utilizzate con gli alunni delle elementari e medie, ma sono diversi gli strumenti messi in campo per cercare di soddisfare le esigenze di tutte le classi.

“Vista l’età dei nostri alunni,- ha spiegato Vincenzo Stea- avevo sempre sconsigliato l’uso di Whatsapp, ma in tempi di emergenza educativa è un’applicazione che sta ritornando utile, soprattutto con i bambini dell’infanzia e con gli alunni con disabilità. Gli insegnanti garantiscono l’inclusione scolastica ed il mantenimento di un rapporto costante, attraverso l’interazione con loro e con le famiglie, fatta di messaggi e telefonate”.

Con monitoraggi e consigli di classe, i docenti tentano di reagire al rischio di dispersione scolastica:

“C’è qualche alunno delle scuole medie- sottolinea il preside- che non risponde con costanza ai compiti assegnati e che non sempre è facile da raggiungere attraverso il contatto telefonico. Ci sono famiglie che vivono situazioni sociali ed economiche difficili, non tutte hanno ausili tecnologici a disposizione. Per questo motivo, la scuola ha distribuito i propri tablet ad una parte degli alunni sprovvisti. Nel frattempo, stiamo provvedendo ad acquistarne altri”.

Il preside Stea sottolinea come, con il Coronavirus, la situazione è pesante per tutti, ma che per l’istituto tarantino è un’emergenza che si va ad aggiungere a quella dell’inquinamento provocato dall’ex Ilva. Il ‘Vico- De Carolis’ si trova, infatti, vicino alle collinette ecologiche dello stabilimento industriale:

“A marzo 2019,– dice- due dei nostri plessi erano stati chiusi con ordinanza sindacale, per motivi precauzionali e di sicurezza e fino alla fine dell’anno scolastico gli alunni erano stati trasferiti in un’altra scuola del territorio, ricorrendo ai doppi turni. Si sono così ritrovati per due anni di seguito a studiare in condizioni a dir poco difficili”.

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