Catania, preside liceo 'Galilei': "Lavoriamo per apprendimento studenti"

Catania, preside liceo ‘Galilei’: “Lavoriamo per apprendimento studenti”

Intervista alla dirigente scolastica Gabriella Chisari
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CATANIA – “È una situazione molto complessa, può sembrare facile il passaggio dalla didattica in presenza alla didattica a distanza. Tuttavia, si tratta modalità completamente diverse, con una serie di adattamenti e di situazioni che stanno rivoluzionando il lavoro dei docenti e lo studio dei ragazzi”. Ad affermarlo in un’intervista a Diregiovani.it, Gabriella Chisari, dirigente scolastica del liceo scientifico ‘Galilei’ di Catania.

– Come si è attivata la scuola con la didattica digitale a distanza?
“All’indomani dalla chiusura delle scuole, abbiamo creato un team di lavoro per iniziare subito a lavorare e garantire la continuità scolastica ai nostri studenti. In un primo momento, abbiamo adottato strumenti e piattaforme che già conoscevamo come, Fidenia, Edmodo, il registro elettronico, Skype, Zoom con cui i professori hanno realizzato video-lezioni ed hanno creato classi virtuali. Col prolungamento dell’isolamento sociale, ci siamo resi conto che era necessario strutturare al meglio il lavoro con una piattaforma unica per tutto il liceo. Per questo abbiamo attivato G Suite, su cui, dopo le vacanze pasquali, tutta la scuola sarà allineata”.

– Quali sono le difficoltà che avete incontrato in questo periodo di quarantena?
“La maggiore difficoltà riscontrata è dettata dalla complessità del ‘Galilei’, un liceo composto da 140 docenti ed oltre 2000 studenti. Con il mio gruppo di lavoro ci siamo resi conto che è necessario procedere in modo graduale, per evitare confusione tra studenti e professori con minori competenze digitali. Nel frattempo, verifichiamo e monitoriamo che non ci siano particolari difficoltà, intervenendo quando si presentano eventuali problemi”.

– Come stanno reagendo gli studenti a queste novità?
“I ragazzi sono volenterosi e si impegnano, ma ci sono anche studenti che hanno bisogno di essere maggiormente spronati ed, in questo caso, è determinante il coinvolgimento delle loro famiglie da parte nostra”.

– Cambiano anche le modalità di valutazione. Che cosa ne pensa?
“La didattica, con la verifica dell’apprendimento dei ragazzi, deve essere inevitabilmente adattata a nuove modalità. Siamo in attesa che il ministero dell’Istruzione ci dia indicazioni più precise sulla valutazione dei ragazzi. Procediamo con molta prudenza, ci regoleremo in base ai decreti attuativi che usciranno.

– Quali sono le sue considerazioni sulla maturità 2020?
“Partiamo dai dati certi, dal fatto che le commissioni saranno composte da membri interni. Se si dovesse rientrare a scuola il 18 maggio, si andrà ad una maturità semplificata con la prova di italiano che arriverebbe dal ministero dell’Istruzione, ma con la seconda prova predisposta dalla commissione interna. Se non si dovesse ritornare in classe, ci sarebbe solo un colloquio on-line. Anche in questo caso, la nostra scuola preferisce procedere per gradi, partendo dalle certezze che abbiamo. Adesso stiamo lavorando per mantenere vivo l’apprendimento dei ragazzi”.

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